Il Consiglio di Stato ha accolto la richiesta delle compagnie di telecomunicazioni di sospendere i rimborsi per le bollette a 28 giorni che dovevano avvenire entro il 31 dicembre
di Marina Crisafi - Niente rimborsi entro la fine dell'anno per le bollette a 28 giorni. Lo ha disposto il Consiglio di Stato, accogliendo la richiesta di sospensione formulata dalle compagnie di telecomunicazioni che avrebbero dovuto rimborsare gli utenti entro il 31 dicembre prossimo.


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Bollette a 28 giorni: per il Consiglio di Stato si può attendere marzo 2019

Le compagnie di Tlc avevano presentato ricorso contro l'Agcm (e nei confronti di diverse associazioni dei consumatori) per chiedere la riforma della decisione del Tar Lazio che ingiungeva il ristoro entro fine anno ai clienti per la pratica della fatturazione a 28 giorni, compiuta in violazione delle delibere dell'Authority.

Con quattro ordinanze depositate ieri (n. 6178, n. 6179, n. 6180 e n. 6209), palazzo Spada ha deciso di accogliere i ricorsi presentati in via cautelare da Telecom, Wind, Vodafone e Fastweb sospendendo fino al 31 marzo 2019 (data di deposito delle motivazioni), gli effetti della decisione del giudice amministrativo (cfr. Tar Lazio n. 11305/2018).

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Per il Consiglio, il prospettato danno, discendente dall'obbligo di storno a favore degli utenti (in sede di ripristino della fatturazione con cadenza mensile a partire dall'1 gennaio 2019), degli importi corrispondenti a quanto fatturato in più attraverso la fatturazione a 28 giorni, in sostanza può aspettare. Ben può dunque la controversia essere lasciata "'re adhuc integra' fino al termine del 31 marzo 2019, reputato congruo in attesa del predetto deposito".

Da qui, l'accoglimento dell'istanza cautelare delle compagnie e la sospensione dell'esecutività del dispositivo impugnato.


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