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Processo amministrativo: gli avvocati dicono no all'obbligo delle copie cartacee

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Il Consiglio nazionale forense chiede l'abrogazione dell'obbligatorietà del deposito delle copie cartacee nel processo amministrativo telematico, come previsto dalla legge di conversione del "decreto sicurezza"
Ragazza strappa foglio di carta

di Gabriella Lax - Il Consiglio nazionale forense chiede l'abrogazione dell'obbligatorietà del deposito delle copie cartacee nel processo amministrativo telematico, come previsto dalla legge di conversione del decreto sicurezza. Lo ha stabilito nel corso di una seduta ammnistrativa, lo scorso 14 dicembre.

Cfn, no a deposito obbligatorio copie cartacee nel Pat

Il Cnf ha deciso di chiedere al Governo e al Parlamento di procedere alla tempestiva abrogazione della "obbligatorietà del deposito delle copie cartacee nel giudizio amministrativo" come stabilito dalla legge di conversione del "decreto sicurezza", all'art. 15, comma 1-bis, che prevede l'entrata a regime, nei giudizi amministrativi depositati con modalità telematiche, dell'obbligo di provvedere anche al deposito di copia conforme cartacea del ricorso e degli scritti difensivi. Così lo stesso organo in una comunicato.

Considerando anche la contrarietà manifestata dalle associazioni specialistiche degli Avvocati amministrativisti, è stato il Cnf a rilevare che «la modifica introduce in via permanente l'obbligo per le parti di depositare in giudizio "almeno" una copia cartacea del ricorso e degli scritti difensivi ed è in aperta contraddizione con la semplificazione dei processi, che con l'introduzione del processo amministrativo telematico si voleva ottenere, costituendo così una duplicazione di attività e un inaccettabile aggravio dei costi».

(20/12/2018 - Gabriella Lax)
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