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Il progetto Archeomedsites come modello di collaborazione istituzionale

Nello scenario globale, il patrimonio culturale è sempre più riconosciuto come un vantaggio competitivo dell'Europa e la cultura identificata come uno strumento diplomatico nelle relazioni internazionali
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di Piero De Rosa - La necessità di ricercare modelli collaborativi nei rapporti tra amministrazioni e, in particolare, tra i diversi livelli di governo; la necessità di rendere partecipi di talune scelte in ordine all'assetto del territorio la vasta gamma di interessi economici e produttivi e, infine, la volontà di convogliare, sia sul piano organizzativo che su quello procedimentale, obiettivi e risorse di sviluppo sociale, economico e di know-how di soggetti pubblici e privati, ha realizzato una implementazione dei livelli di partecipazione e di collaborazione non soltanto su un piano esclusivamente locale, ma anche, e soprattutto, internazionale.

A ciò si accompagna una rilettura delle forme di governance che accomuna tutti i livelli di governo del territorio che devono individuare forme di pianificazione dal carattere flessibile, come quello degli spazi da governare i cui confini sono sempre più dinamici grazie a programmi che integrano le politiche settoriali, gli interessi e le azioni dei diversi attori del territorio, sempre meno riconducibili ad un unicum urbano.

Si osserva uno sradicamento del tradizionale rapporto tra spazio e luoghi: gli spazi appaiono tra loro concatenati in modo inestricabile e tale innovazione porta a pensare a nuove modalità organizzative per la sfida alla globalizzazione.

Della ricerca di nuovi strumenti per la flessibilità e la competitività dei segmenti territoriali in una dimensione sempre più globale, il progetto Archeomedsites, cofinanziato dall'Unione Europea attraverso il Programma ENPI CBC Bacino del Mediterraneo 2007-2013 per un importo complessivo di circa 2 milioni di euro, rappresenta una nuova politica di coordinamento e collaborazione tra assetti territoriali nazionali ed internazionali, con specifico riferimento al bacino del Mediterraneo.

In una siffatta accezione del governo del territorio sono manifeste le affinità, le similitudini e le analogie con altri ordinamenti giuridici, in particolare Tunisia e Libano, nella volontà di promuovere la salvaguardia e la valorizzazione di siti archeologici e dei contesti urbani, di uniformare le buone pratiche di governo del territorio, di diffondere conoscenze, di promuovere scambi tra gli operatori di settore e, in tale ottica, di coinvolgere anche altri Paesi europei e del bacino del Mediterraneo. Al contempo, però, si sottolinea il rischio implicito dell'approccio in esame, di confondere o comunque di sovrapporre profili ed ambiti che, per quanto coincidenti, sono e vanno tenuti ben distinti. Una cosa, infatti, è il governo del territorio inteso come "politica di coordinamento di ciò che sul territorio si fa", altra cosa, invece, sono le politiche territoriali in senso ampio e promosse dai vari soggetti pubblici preposti al governo del territorio.

Il progetto Archeomedsites tende a porre le basi per creare e sviluppare un processo teso all'adozione di Piani di gestione dei siti archeologici individuati e linee guida per garantire la salvaguardia, manutenzione e valorizzazione degli stessi e dei contesti urbani circostanti, anche ricorrendo ad iniziative condivisi di scambio e formazione degli operatori. Ciò col proposito di contribuire allo sviluppo socio-economico dell'area del bacino del Mediterraneo, anche rafforzando la collaborazione istituzionale in campo culturale, tra le due sponde, in un'ottica di scambio e di condivisione di obiettivi e strategie.

Sulla base delle indicazioni contenute nel progetto, si promuove in tal modo la formazione di programmi unitari di valorizzazione del patrimonio culturale, individuando, altresì, gli interventi, le modalità di attuazione e le categorie di destinazioni d'uso compatibili sui singoli segmenti territoriali, nonché ogni altro elemento significativo per l'attuazione di quanto previsto nel progetto medesimo.

L'esito di tutto ciò non può che rafforzare la creazione di logiche sistematiche nella definizione degli assetti del territorio, stante il legame sempre più stretto tra sviluppo socio-economico e competitività dei singoli sistemi territoriali.

(16/11/2018 - Piero De Rosa)

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