Il Trattato del Quirinale, firmato da Macron e Draghi, servirà ad incrementare la cooperazione tra i due Paesi su varie tematiche: politiche pubbliche, economiche e culturali dei due paesi

Il trattato che avvicina Italia e Francia

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Lotta al cambiamento climatico, transizione ecologica con giudizio e rapidità, transizione digitale, ricerca di una sovranità europea: su questi obiettivi Italia e Francia premono l'acceleratore e trovano un accordo. Il presidente del Consiglio, Mario Draghi e il presidente francese, Emmanuel Macron hanno firmato ieri al Quirinale il "Trattato per una cooperazione bilaterale rafforzata" (in allegato), alla presenza del Capo dello Stato Sergio Mattarella nel corso della cerimonia svoltasi al Colle. Presenti anche i ministri degli esteri Luigi di Maio e Jean-Yves Le Drian. Un accordo che servirà migliorare la cooperazione tra i due Paesi e contribuire a costruire un'Europa più forte. Si tratta di un documento la cui preparazione è iniziata sin dal 2017, nel corso del vertice franco-italiano di Lione, quando il presidente del Consiglio italiano era Paolo Gentiloni e Macron aveva appena pronunciato, il giorno prima, il discorso della Sorbona sul rilancio dell'integrazione Ue. L'accordo pensato per la crescita reciproca dei due Paesi che, tuttavia, disciplina settori d'interesse, come le politiche di difesa, quelle migratorie e di giustizia e lo studio.

Trattato Italia-Francia, i contenuti

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Sono undici articoli che trattano, rispettivamente: Affari esteri, sicurezza europea, affari europei, Politiche migratorie, giustizia e affari interni, Cooperazione economica, industriale e digitale, Sviluppo sociale, sostenibile e inclusivo, spazio, Istruzione e formazione, ricerca e innovazione, Cultura, giovani e società civile, Cooperazione transfrontaliera, organizzazione e più le disposizioni finali. In particolare, per quanto riguarda gli Esteri, Mediterraneo, Balcani e Africa vengono individuati come priorità, e si pensa una cooperazione strutturale tra le due diplomazie. Ed ancora «Le Parti s'impegnano a consultarsi regolarmente e a coordinare la propria azione per favorire lo sviluppo di un approccio comune in seno all'Unione Europea nei confronti dei principali partner e competitor internazionali, in particolare sulle questioni relative alle sfide globali e alla governance multilaterale». Per il Commercio «le Parti collaborano affinché la politica dell'Unione Europea concorra al loro obiettivo condiviso di rendere gli scambi internazionali più equi e più sostenibili, contribuendo insieme a rafforzare la politica industriale e a costruire un'autonomia strategica europea. Esse sostengono il ruolo trainante dell'Unione Europea nel rafforzamento del multilateralismo commerciale. Esse promuovono il rafforzamento del coordinamento tra la politica commerciale dell'Unione Europea e gli obiettivi europei di sviluppo sostenibile».

Per la Difesa viene approfondita la collaborazione dell'industria militare, dai sistemi di difesa all'intelligence. In particolare «Le Parti sviluppano la cooperazione nel settore dell'accrescimento di capacità d'interesse comune, in particolare per quanto riguarda la progettazione, lo sviluppo, la costruzione e il supporto in servizio, al fine di migliorare l'efficienza e la competitività dei rispettivi sistemi industriali e di contribuire allo sviluppo e 'al potenziamento della base industriale e tecnologica della difesa europea».

Sulla politica economica «Le Parti rafforzano il coordinamento nei principali settori della politica economica europea, quali la strategia economica e di bilancio, l'industria, l'energia, i trasporti, la concorrenza e gli aiuti di Stato, il lavoro, il contrasto delle diseguaglianze, la transizione verde e digitale e la programmazione finanziaria dell'Unione Europea. Esse agiscono insieme a favore dell'integrazione economica e finanziaria dell'Unione Europea, del completamento dell'Unione economica e monetaria e del rafforzamento della moneta unica, fattore di autonomia strategica per l'Unione Europea. Esse promuovono altresì dei meccanismi di convergenza fiscale al fine di lottare contro la concorrenza aggressiva, sostenendo al contempo un'evoluzione delle regole della fiscalità internazionale che rispondano alle sfide della digitalizzazione delle economie».

Sul tema migranti intenti comuni per superare il regolamento di Dublino sulle richieste di asilo. Capitolo giovani, con riconoscimento facilitato dei titoli di studio e un programma di scambi, una specie di Erasmus bilaterale tra Italia e Francia. Infine, «il Trattato ha durata indeterminata, fatta salva la facoltà di ciascuna Parte di denunciarlo con un preavviso di almeno dodici mesi per via diplomatica. In questo caso, il Trattato cessa di essere in vigore al compimento di sei mesi dopo la data di ricezione della denuncia. Tale denuncia non mette in causa i diritti e gli obblighi delle Parti derivanti dai progetti avviati nel quadro del presente Trattato».

Trattato Italia-Francia, i commenti

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«Cercare la sovranità europea significa voler disegnare il nostro futuro come lo vogliamo noi europei, non ce lo vogliamo far disegnare da altri» ha evidenziato nel suo intervento Draghi, che ha precisato «Per essere sovrani occorre che l'Europa sappia proteggersi e difendere i propri confini: bisogna creare una vera difesa europea. Questo Trattato aiuta questa creazione di una difesa comune che è complementare alla Nato, non è sostitutiva: un'Europa più forte fa una Nato più forte. Questo è uno dei primi e più fondamentali passi verso cui è diretto questo trattato».

Ed il presidente Macron ha aggiunto: «Creeremo una visione geopolitica comune: condividiamo la visione europea e internazionale- l'obiettivo è un - difesa europea comune più forte che contribuisca alla Nato, avremo una cooperazione rafforzata nella lotta contro le migrazioni illegali e i trafficanti, per proteggere le frontiere esterne dell'Europa».

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Foto: 123rf.com
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