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Riforma fallimento: ok del Governo

Approvato dal Consiglio dei Ministri il decreto legislativo che riforma la disciplina fallimentare e che ora giunge in Parlamento. Le novità e il testo
grafico crisi fallimento

di Annamaria Villafrate - Superato il vaglio del Consiglio dei Ministri, lo schema di decreto che riforma la disciplina della crisi e dell'insolvenza (sotto allegato) passa ora in Parlamento. Le novità più importanti? Oltre a quelle enunciate nel comunicato stampa di Palazzo Chigi, ci sono gli indicatori della crisi, l'albo dei curatori, commissari o liquidatori e i benefici premiali di tipo penale per l'imprenditore che si attiva per scongiurare la crisi:

  1. Addio fallimento, arriva la liquidazione giudiziale
  2. Gli indicatori della crisi
  3. Albo dei curatori, commissari e liquidatori
  4. Aspetti penali: benefici per l'imprenditore

Addio fallimento, arriva la liquidazione giudiziale

La sostituzione del termine fallimento con quello di "liquidazione giudiziale" è una delle novità principali della riforma, tesa ad impedire il discredito sociale a cui è notoriamente sottoposto l'imprenditore fallito.

A questa novità, si aggiungono:

  • la trattazione prioritaria di tutte quelle proposte che mirano a superare la crisi e a garantire la continuità d'impresa;
  • l'uniformazione e la semplificazione dei riti speciali;
  • la celerità e l'economicità delle procedure;
  • e l'armonizzazione dei procedimenti per gestire la crisi e l'insolvenza dell'imprenditore datore di lavoro per tutelare l'occupazione e il reddito dei lavoratori dipendenti.

Questi i principali elementi d'innovazione, a cui si accompagnano profondi cambiamenti in ambito sostanziale e procedurale, che si vanno ad analizzare.

Gli indicatori della crisi

Nell'ottica di prevenzione delle crisi, la riforma all'art. 13 prevede gli "indicatori della crisi", ossia i segnali tipici di dissesto finanziario, patrimoniale e reddituale:

  • ritardo nei pagamenti delle retribuzioni dei dipendenti;
  • ritardo nei pagamenti dei fornitori;
  • superamento degli indici di bilancio, così come previsti ed elaborati dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti.

Albo dei curatori, commissari e liquidatori

Presso il Ministero della giustizia è istituito un albo unico nazionale dei curatori, commissari giudiziali o liquidatori, figure fondamentali nelle procedure previste dal Codice della crisi e dell'insolvenza.

L'iscrizione all'albo è a pagamento e richiede il rispetto del requisito di onorabilità a cui si accompagna l'obbligo di formazione e di aggiornamento biennale. La nomina di questi soggetti, all'interno delle procedure, spetterà al Giudice dopo aver valutato tutta una serie di parametri richiesti per garantire l'espletamento effettivo dell'incarico e comunque nel rispetto del principio della turnazione, con opportuni bilanciamenti. Possono ricoprire gli incarichi suddetti avvocati, commercialisti, esperti contabili, anche in forma associata e coloro che, all'interno delle società abbiano ricoperto ruoli di amministrazione, controllo e direzione.

Aspetti penali: benefici per l'imprenditore

La riforma contempla inoltre dei benefici penali, sia in caso di bancarotta semplice che fraudolenta, per gli imprenditori che si attivano nel segnalare la crisi, per mitigare l'insolvenza e risolvere la crisi.

L'art. 324 del decreto, che contempla i casi di esenzione dai reati di bancarotta prevede infatti che, "le disposizioni di cui agli artt. 322 comma 3 (bancarotta fraudolenta) e 323 (bancarotta semplice) non si applicano ai pagamenti e alle operazioni computi in esecuzione di:

  • un concordato preventivo di cui all'articolo 84;
  • o di un accordo di ristrutturazione dei debiti omologato ai sensi dell'articolo 48;
  • o del piano di cui all'articolo 56
  • ovvero del concordato minore omologato ai sensi dell'articolo 80,
  • nonché ai pagamenti e alle operazioni di finanziamento autorizzati dal giudice a norma dell'articolo 100 e dell'articolo 101."

In sostanza se l'imprenditore presenta tempestivamente l'istanza per accedere alle procedure previste per scongiurare la crisi e se il danno è di speciale tenuità, beneficia di una causa di non punibilità. In questo modo si riduce molto la pressione penale per eventi di modesta entità e rilevanza.

Schema dlgs riforma fallimento
(09/11/2018 - Annamaria Villafrate)
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