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Docenti: flat tax al 15% per le lezioni private

La manovra di bilancio introduce un'imposta sostitutiva "secca" volta a contrastare il mercato delle lezioni e ripetizioni impartite a domicilio e in nero
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di Lucia Izzo - Una "flat tax" sulle ripetizioni dei professori per recuperare gettito e contrastare il fenomeno delle lezioni "in nero". È quanto prevede una delle novità che emerge dall'ultima bozza disponibile della manovra di bilancio 2019.

L'introduzione dell'imposta sostitutiva mira a reprimere il fenomeno delle lezioni private impartite "in nero" dai docenti a domicilio. Pur in assenza di dati ufficiali, si stima che il mercato delle ripetizioni sia un business dai numeri consistenti.
  1. Il fenomeno delle ripetizioni private "in nero"
  2. Docenti: flat tax sulle lezioni private a domicilio
  3. Lezioni private: la flat tax convincerà a dichiarare?

Il fenomeno delle ripetizioni private "in nero"

Nel 2016, da un sondaggio effettuato in forma anonima dalla Fondazione Einaudi, si è giunti a quantificare in 800 milioni di euro l'esborso che le famiglie italiane sostengono per recuperare i debiti formativi del propri figli.

Una stima che il Codacons ha rivisto al rialzo lo scorso anno: dall'esito di un apposito studio è emerso che il mercato delle lezione private coinvolgerebbe 950 milioni di euro e che nel 90% dei casi il docente che ha tenuto la lezione non emetta alcuna ricevuta fiscale.

Secondo la disciplina attuale, infatti, chi impartisce lezioni private a domicilio è tenuto a rilasciare apposita ricevuta inerente le somme incassate e farle poi figurare nella propria dichiarazione dei redditi. Se l'attività è svolta occasionalmente e in maniera non organizzata, il contribuente deve autodichiarare gli introiti e inserirli negli "altri redditi" derivanti da attività di lavoro autonomo occasionale.

Se, invece, le lezioni sono rese da un lavoratore dipendente, i guadagni andranno inseriti nel modello 730 o nel modello Redditi: di conseguenza, è previsto che tali somme vadano a cumularsi, assieme allo stipendio percepito dal docente/professore, al suo reddito complessivo che sarà soggetto ad aliquote Irpef progressive.

Docenti: flat tax sulle lezioni private a domicilio

Per spingere a mettersi in regola con gli obblighi fiscali, la proposta, inserita nella manovra di bilancio, prevede una tassazione agevolata ad hoc nel caso in cui le lezioni private siano impartite da docenti "titolari di cattedra di ogni ordine e grado".

Si introduce, nel dettaglio, un'imposta sostitutiva sui compensi derivanti dall'attività di lezioni private e ripetizioni svolta dagli insegnanti; la norma, stante il suo tenore letterale, non si estenderebbe a coloro che si occupano di ripetizioni e lezioni private senza essere docente, ad esempio gli studenti universitari. Per questi ultimi, dunque, resta tutto invariato.

Dal 1° gennaio 2019, quindi, i docenti che impartiscono ripetizioni potranno pagare un'imposta del 15% sui compensi percepiti, sostitutiva di Irpef e addizionali regionali e comunali. Il prelievo sarà "secco"; nel senso che si applicherà un'aliquota fissa del 15%, a prescindere dall'entità del reddito complessivo del contribuente.

Poiché i redditi percepiti non andrebbero più a cumularsi con la retribuzione da lavoro dipendente, gli interessati beneficeranno di un carico tributario inferiore. Inoltre, la manovra prevede che gli insegnanti assunti dalla P.A. siano tenuti a comunicare all'amministrazione di appartenenza l'attività di insegnamento svolta privatamente, ciò al fine di verificare eventuali incompatibilità.

I versamenti della flat tax sulle lezioni private dovranno avvenire alle medesime scadenze previste per l'Irpef (30 giugno e 30 novembre), mentre un apposito provvedimento dell'Agenzia delle Entrate, da emanare entro il 1° aprile del prossimo anno, detterà le disposizioni attuative relative alla nuova imposta sostitutiva.

Lezioni private: la flat tax convincerà a dichiarare?

L'introduzione della flat tax potrebbe consentire all'erario di recuperare oltre 100 milioni di euro in un mercato dove, nella quasi totalità dei casi, le somme non vengono dichiarate. Si segue, in sostanza, la stessa strategia della cedolare secca sugli affitti.

Tuttavia, si tratta anche in questo caso di una "moral suasion" in quanto resterebbe difficile far emergere questi introiti, a meno di non convincere i percettori a dichiararli, così contrastando l'evasione.

Da sola, l'amministrazione finanziaria non è in grado di tracciare i pagamenti o di incrociarli con altri dati. Ciò in quanto le lezioni private e le ripetizioni che avvengono a domicilio, infatti, vengono normalmente pagate in contanti. Una situazione che fa permanere incertezze sulla reale portata degli effetti derivanti dall'introduzione dell'imposta sostitutiva.


(01/11/2018 - Lucia Izzo)
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