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Bollo auto non dovuto o eccedente: quali tutele

Il contribuente a cui viene chiesto il pagamento del bollo auto non dovuto o che ha pagato un importo superiore può tutelarsi facendo ricorso o chiedendo il rimborso
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di Annamaria Villafrate - Il bollo auto è una tassa che grava sulla proprietà di un mezzo. Cosa può fare il contribuente a cui viene richiesto il pagamento del bollo di un veicolo o motoveicolo di cui non è più proprietario o che si accorga di aver pagato un importo superiore a quello realmente dovuto? Quali tutele sono previste in questi casi?

  1. Bollo auto: cos'è
  2. Bollo auto: pagamento non dovuto o eccedente
  3. Bollo non dovuto: il ricorso tributario

Bollo auto: cos'è

Il bollo auto è una tassa regionale dovuta dai proprietari di motoveicoli, autoveicoli e rimorchi iscritti al PRA. L'importo del bollo dipende dalla cilindrata del mezzo e dal suo impatto ambientale, per cui più il veicolo inquina, più alto è il tributo. Il pagamento può effettuarsi in svariate modalità: presso uno sportello ACI, un'agenzia di pratiche auto, un ufficio postale, in tabaccheria oppure online.

Bollo auto: pagamento non dovuto o eccedente

Dal momento che il bollo auto è un tributo dovuto da chi ha la proprietà di un mezzo, a parte i casi di esenzione previsti dalla legge (es: auto storiche con più di 30 anni, invalidità del proprietario), cosa può fare il contribuente a cui viene chiesto il pagamento della tassa, quando in realtà non è dovuta o si accorge di aver pagato una somma superiore?

Nel primo caso, ovvero se viene richiesto il pagamento di un bollo che in realtà non è dovuto, si possono presentare due scenari diversi:

  • il contribuente paga e solo in seguito si accorge che il bollo non è dovuto. In questo caso potrà chiedere il rimborso;
  • il contribuente non paga perché si rende conto immediatamente che il bollo non è dovuto. In questo caso, egli dovrà dimostrare con un atto avente data certa, debitamente annotato nel registro PRA, che in riferimento al periodo dell'imposta richiesta, non aveva più la proprietà del mezzo (furto, rottamazione, vendita).

Nella seconda ipotesi invece, se la contestazione riguarda l'importo del bollo, il contribuente deve dimostrare, con la ricevuta di pagamento, il giorno e la somma versata. Qualora questa sia superiore rispetto al quantum dovuto, può chiedere il rimborso entro il terzo anno successivo al pagamento.

Bollo non dovuto: il ricorso tributario

Qualora la Regione o l'Agenzia delle Entrate procedano alla notifica della cartella per il pagamento del bollo, se questo non era dovuto perché, in riferimento al periodo d'imposta, il contribuente non era più proprietario del mezzo, a questo punto può fare ricorso presso la Commissione Tributaria provinciale competente, senza l'assistenza di un legale se l'importo contestato non superi euro 2.582,20 (esclusi interessi e sanzioni), con il supporto obbligatorio di un avvocato, per importi superiori.

Leggi anche Bollo auto: la guida completa

(01/10/2018 - Annamaria Villafrate) Foto: 123rf.com

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