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Riforma processo civile: le novità in arrivo

In attesa che la riforma si traduca in realtà, ecco le modifiche che dovrebbero accelerare la giustizia civile e deflazionare il lavoro di avvocati e tribunali
la parola riforma scritta col gesso su una lavagna

di Annamaria Villafrate - La riforma del processo civile annunciata dal Ministro Bonafede si sta delineando nei suoi punti più importanti. In primis la riduzione dei tempi del processo, poi la volontà di limitare la predeterminazione legale ai casi più complessi. Procedimento semplificato che taglia la fase istruttoria e sostituisce con il ricorso l'atto di citazione, più attenzione alla gestione da parte del giudice e rafforzamento del processo civile telematico. Per quanto riguarda lo strumento della class action di cui si era parlato nei mesi scorsi per tutelare imprese e privati da frodi o abusi non resta che attendere. Una riforma che non vuole aprire la strada a complesse interpretazioni giurisprudenziali, ma dar luogo solo ad interventi chirurgici per snellire e velocizzare il processo civile.

Ecco i punti principali della futura riforma del processo civile:

  1. Riduzione dei tempi del processo
  2. Rito semplificato e riduzione predeterminazione
  3. Abolizione dell'atto di citazione
  4. Mediazione obbligatoria: si attendono i dati
  5. Potenziamento del processo civile telematico

Riduzione dei tempi del processo

Obiettivo principe della riforma è la riduzione dei tempi processuali che, stando ai dati raccolti, potrebbe realizzarsi ispirandosi ai procedimenti semplificati di cui all'art. 702 bis c.p.c fondati su un'istruttoria documentale, che garantiscono un risparmio di tempo del 40% rispetto al rito ordinario.

Rito semplificato e riduzione predeterminazione

Una delle novità della riforma del processo civile prevede infatti l'adozione di un unico rito semplificato da applicare a controversie attualmente di competenza del giudice monocratico e collegiale. Secondo il Ministro è necessaria una maggiore flessibilità, ostacolata dalla predeterminazione dei poteri del giudice e delle parti, che in realtà dovrebbe essere prevista solo per le cause più articolate, come accade in tutti gli altri ordinamenti. Insomma, un unico rito ispirato ai principi del case management e della proporzionalità.

Abolizione dell'atto di citazione

Con l'abolizione dell'atto di citazione e l'utilizzo esclusivo del ricorso, si alleggerirà notevolmente il lavoro di avvocati, giudici e cancellieri, con un impatto notevole sui tempi del processo. Il contratto di Governo contemplava anche la calendarizzazione dei processi per garantirne con maggiore certezza la durata. Sul punto staremo a vedere.

Mediazione obbligatoria: si attendono i dati

La decisione sulla necessità di modificare la disciplina della mediazione invece è subordinata allo studio dei dati. Indubbiamente la mediazione è riuscita, in certi ambiti, a deflazionare il processo, ma non in tutti. Nel settore bancario ad esempio non è stata un successo. In tema di mediazione c'era poi la volontà di prevedere come obbligatorie e alternative la negoziazione assistita e la mediazione e di rendere esperibile quest'ultima su proposta dal giudice a causa già iniziata solo previo consenso delle parti.

Potenziamento del processo civile telematico

Consapevole del fatto che il processo civile telematico necessita ancora di miglioramenti in grado di renderlo più efficiente, il ministro desidera potenziarlo. Solo lavorando sul processo di digitalizzazione della giustizia è possibile rendere più produttivo ed efficiente il sistema processuale, elemento imprescindibile per attirare investitori dall'estero.

(25/09/2018 - Annamaria Villafrate) Foto: 123rf.com

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