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Daspo per i corrotti: iniziato l'iter del ddl anticorruzione

Il ddl "Spazzacorrotti" che prevede, tra le tante novitÓ, la Daspo per i corrotti, la non punibilitÓ per chi denuncia e la figura dell'agente infiltrato ha iniziato il proprio cammino parlamentare
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di Annamaria Villafrate - Approvato dal governo nei giorni scorsi, il disegno di legge "Spazzacorrotti" inizia il proprio cammino parlamentare. Le novitÓ previste dal provvedimento salutate con maggior favore sono: l'estensione del Daspo (incapacitÓ a contrarre con la P.A. da 5 anni a 7 anni, fino al divieto perpetuo in caso di condanna superiore a due anni di reclusione); l'agente infiltrato e la non punibilitÓ per chi denuncia. Come enunciato per˛ nel disegno, Ŕ necessario muoversi anche nella direttrice procedurale e investigativa per contrastare la corruzione e rendere pi¨ efficiente l'azione contro i reati commessi ai danni della P.A.

Ecco in pillole le novitÓ:

  1. Anticorruzione, Daspo per chi commette reati contro la P.A.
  2. Riabilitazione dopo 15 anni
  3. Non punibilitÓ per chi denuncia o rende disponibile l'utilitÓ percepita
  4. No all'agente provocatore, si all'agente infiltrato
  5. Le altre novitÓ del ddl anticorruzione

Anticorruzione, Daspo per chi commette reati contro la P.A.

Uno degli obiettivi del ddl Ŕ di escludere (per un certo periodo) i condannati per delitti gravi contro la P.A dalle procedure di contrattazione a evidenza pubblica. Per rendere incisiva la nuova manovra anticorruzione Ŕ stato scelto il termine Daspo, utilizzato in passato per definire il divieto di acceso agli stadi per i tifosi pericolosi.

A tal fine il decreto prevede la sostituzione del comma 2 dell'art 32 ter cp "IncapacitÓ a contrarre con la pubblica amministrazione" con il seguente: "Essa ha durata di cinque anni. Nondimeno, la condanna a pena superiore ai due anni di reclusione per i delitti previsti dagli articoli 314, primo comma, 316-bis, aggravato ai sensi dell'articolo 61 n. 7, 317, 318, 319, 319-bis, 319-ter, 319-quater, primo comma, 320, 321, 322, 322-bis, 323, secondo comma e 346-bis importa il divieto in perpetuo di concludere contratti con la pubblica amministrazione, salvo che per ottenere le prestazioni di un pubblico servizio."

Questa norma potrebbe presentare problemi d'incostituzionalitÓ, al pari del nuovo art 166 cp che, in casi determinati, conferisce al giudice il potere di non estendere gli effetti della sospensione alle pene accessorie dell'interdizione dai pubblici uffici e dell'incapacitÓ di contrattare con la pubblica amministrazione.

Riabilitazione dopo 15 anni

Il tema della riabilitazione Ŕ trattato dall'art. 179 c.p., che dopo il comma 6 prevede che "Ai fini dell'estinzione di tali pene accessorie la riabilitazione Ŕ concessa quando siano decorsi almeno quindici anni dal giorno in cui la pena principale sia stata eseguita o siasi in altro modo estinta e il condannato abbia dato prove effettive e costanti di buona condotta e altresý che i suoi effetti non si estendono alle pene accessorie dell'interdizione dai pubblici uffici e della incapacitÓ a contrarre in perpetuo con la pubblica amministrazione."

Non punibilitÓ per chi denuncia o rende disponibile l'utilitÓ percepita

Il nuovo art. 323-ter c.p dedicato alle cause di non punibilitÓ prevede:

  • il limite temporale di sei mesi per denunciare e beneficiare della non punibilitÓ;
  • che chi denuncia deve anche collaborare attivamente fornendo indicazioni utili per assicurare alla giustizia la prova del reato e i responsabili dello stesso;
  • che se a denunciare Ŕ un pubblico ufficiale, un incaricato di pubblico servizio o un mediatore illecito la non punibilitÓ Ŕ subordinata al compimento di tre azioni alternative: mettere a disposizione l'utilitÓ percepita; in caso d'impossibilitÓ, rendere disponibile una somma di denaro equivalente oppure indicare elementi utili a individuare il beneficiario effettivo.

No all'agente provocatore, si all'agente infiltrato

L'art. 323 ter nell'ultimo comma prevede"la non applicabilitÓ della causa di non punibilitÓ se c'Ŕ la prova che la denuncia Ŕ premeditata a commettere il reato in seguito denunciato"escludendo in tal modo la figura dell'agente provocatore per i reati di corruzione. E' infatti escluso che possa beneficiare della non punibilitÓ chi corrompe e o si faccia corrompere solo per poter poi denunciare il correo.

Le altre novitÓ del ddl anticorruzione

E non Ŕ finita qui: tracciabilitÓ e maggiore trasparenza in materia di finanziamenti dei partiti politici, pene pi¨ severe per chi, nell'esercizio della funzione, commette reati di corruzione, confisca dei beni anche se amnistia e prescrizione intervengono nei gradi successivi al primo e assorbimento del "millantato credito" all'interno del reato di "traffico di influenze illecite".

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DDL anticorruzione
(24/09/2018 - Annamaria Villafrate) Foto: 123rf.com
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