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Bimbo investito: cooperazione in omicidio stradale per la madre

Nota di commento alla sentenza della Cassazione n. 29505 del 28 giugno 2018 sull'accusa di cooperazione in omicidio stradale per la madre che non ha tenuto il bambino per mano
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Avv. Francesco Pandolfi - L'ordinamento è un ecosistema giuridico che contiene regole perentorie poste a presidio dei beni fondamentali delle persone, quali la salute e la vita stessa.
Ad esempio: l'articolato sistema di norme che governa il vivere civile non tollera che l'incolumità di una persona che transita su una via pubblica, specie se parliamo di un minore, venga messa a repentaglio per la distrazione di altri.
Si tratta di regole stringenti, la violazione delle quali fa scattare inevitabilmente il severo giudizio di cooperazione in omicidio stradale nel caso si verifichi la perdita della vita di uno dei protagonisti del sinistro.

Il caso

Cosa che si è purtroppo puntualmente verificata nel caso qui esaminato.
Se ne è occupata la Cassazione a giugno (sentenza n. 29505 del 28.06.18, Sez. IV penale): i giudici hanno ribadito la condanna della madre per aver cooperato nell'omicidio colposo del piccolo figlio, investito dal conducente di un veicolo che transitava sul posto mentre il bambino era intento ad attraversare da solo.

Come comportarsi per evitare queste conseguenze

Circostanze drammatiche, ma evitabili.
Le regole di condotta per chi, come un genitore, si trova ad accompagnare un figlio per strada sono in realtà molto chiare: questa pronuncia ci aiuta a focalizzarle ancora una volta.

L'adulto deve essere cauto ed osservare una stretta vigilanza sul minore, tenerlo per mano, evitare che il piccolo si sottragga alla presa e proceda per conto proprio, esponendosi così involontariamente ai pericoli che derivano magari dal transito di vetture nelle prossimità.
Si tratta, come è facile capire, di precauzioni decisive che salvano la vita; ripetere e ricordare queste regole non è banale ed aiuta a salvare altre vite umane (non dimentichiamo che, malgrado i programmi europei sulla sicurezza stradale siano stati firmati anni fa, ancora oggi ogni anno si contano a migliaia le perdite sulla strada).

Cosa accade nella causa penale

Tornando al caso sinteticamente commentato, il responso del processo porta ad affermare che il genitore e l'automobilista hanno cooperato per provocare colposamente l'incidente, rivelatosi poi letale per il minore.
Per questo motivo, lo si ripete, in circostanze analoghe che precedono una collisione è fondamentale prevenire all'origine la circostanza, mettendo in atto tutti gli accorgimenti per scongiurare il verificarsi del sinistro.


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Francesco Pandolfi
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Si occupa principalmente di Diritto Militare in ambito amministrativo, penale, civile e disciplinare ed � autore di numerose pubblicazioni in materia.
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(25/07/2018 - Avv.Francesco Pandolfi)

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