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Domicilio digitale: piattaforma per tutti entro l'estate

Dal 2019 sarÓ operativo l'indice nazionale dei domicili digitali delle persone fisiche e degli enti di diritto privato. Entro l'estate sarÓ pronta la piattaforma informatica che gestirÓ le caselle di posta elettronica certificata dei cittadini
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di Annamaria Villafrate - Per imprese e liberi professionisti l'obbligo della PEC esiste da diversi anni e gli indirizzi sono inseriti nell'Indice nazionale dedicato. Le PEC delle pubbliche amministrazioni invece sono contenute nell'IPA, l'indice nazionale degli indirizzi di posta elettroniche degli enti pubblichi e dei gestori di pubblici servizi. L'inserimento della PEC in questi indici trasforma l'indirizzo in domicilio digitale. A questo punto manca solo quello dei cittadini e degli enti di diritto privato, che secondo il CAD, ovvero il Codice dell'Amministrazione Digitale, sarÓ operativo dall'inizio del 2019.

Indice:

  1. Pec: per professionisti, aziende e PA Ŕ giÓ realtÓ
  2. Riferimenti normativi INI - IPA
  3. Domicilio digitale cittadini alle porte
  4. E chi non ha il computer?
  5. Domicilio digitale: quando sarÓ tutto pronto?

Pec: per professionisti, aziende e PA Ŕ giÓ realtÓ

Da anni liberi professionisti e aziende hanno la PEC. I loro indirizzi sono contenuti presso INI, l'Indice nazionale degli Indirizzi PEC delle imprese e dei liberi professionisti appartenenti a un ordine o a un collegio presente sul territorio nazionale. Istituito dal Ministero dello Sviluppo economico, l'indice Ŕ gestito da Infocamere e attualmente contiene pi¨ di 6 milioni di domicili digitali, ossia di indirizzi di posta elettronica certificata. A questa banca dati si affianca l'IPA, l'indice che raccoglie gli indirizzi PEC delle pubbliche amministrazioni.

Riferimenti normativi INI - IPA

Ecco i riferimenti normativi:

- INI -PEC: Decreto legge n. 179 del 18 ottobre 2012 "Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese" e decreto attuativo 19 marzo 2013;

- IPA - PEC: Decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82 "Codice dell'amministrazione digitale" e decreto legge n. 185 del 29 novembre 2008 convertito dalla legge n. 2 del 2009

Domicilio digitale cittadini alle porte

Prima dell'estate sarÓ pronta la piattaforma informatica che gestirÓ le caselle di posta elettronica certificata dei cittadini. In questo modo le pubbliche amministrazioni potranno recapitare atti e comunicazioni senza spendere denaro in raccomandate con ricevuta di ritorno. Solo nel 2017, grazie alle PEC di aziende, professionisti e pubbliche amministrazioni si sono risparmiati 132 milioni di euro. Infocamere ha messo a punto l'intero sistema, ora spetta ad Agid realizzare l'indice nazionale dei domicili digitali delle persone fisiche e degli enti di diritto privato, che secondo il Codice dell'amministrazione digitale sarÓ operativo a partire dal 2019.

E chi non ha il computer?

Niente paura! Il Codice dell'amministrazione digitale prevede che, chi non avrÓ la possibilitÓ di avere una PEC per gestire le comunicazioni con la Pubblica Amministrazione continuerÓ a ricevere le raccomandate di carta, anche se l'obiettivo finale Ŕ di realizzare un rapporto cittadino - pubblica amministrazione solo in forma elettronica. ServirÓ quindi un decreto per stabilire il modo in cui si dovranno raggiungere coloro che non hanno la possibilitÓ di dotarsi di un indirizzo PEC.

Domicilio digitale: quando sarÓ tutto pronto?

Difficile quindi capire quando il sistema sarÓ a pieno regime per tutti. Manca infatti un passaggio fondamentale e parecchio laborioso: il transito dell'indice dei domicili digitali delle persone fisiche nell'Anagrafe della popolazione residente di quasi 8.000 municipi.

Non solo. Pi¨ di un terzo di professionisti e di aziende non hanno ancora ottemperato all'obbligo di munirsi di una PEC. In Italia i pi¨ diligenti al momento sono i lombardi, seguiti dagli abitanti di Lazio e Veneto. C'Ŕ ancora parecchio da fare per realizzare pienamente lo Spid (sistema pubblico di identitÓ digitale).

(19/06/2018 - Annamaria Villafrate) Foto: 123rf.com
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