Sei in: Home » Articoli

Indennità di accompagnamento: quando spetta

Lo scopo dell'indennità di accompagnamento è sostenere il nucleo familiare affinchè possa sostenere la persona minorata
uomo assiste invalido sulla sedia a rotelle
Avv. Francesco Pandolfi - L'indennità di accompagnamento è una prestazione peculiare (una prestazione economica erogata a domanda), rispetto alla quale l'intervento assistenziale dell'Inps non è indirizzato al sostentamento diretto del soggetto minorato nelle sue capacità di lavoro, ma al sostegno al nucleo familiare al fine di incoraggiarlo a farsi carico della persona in difficoltà.
Lo scopo è di evitare il ricovero di queste persone in istituti di cura e assistenza e, per l'effetto, diminuire la spesa sociale che ne potrebbe conseguire.

Diritto all'indennità di accompagnamento

Il diritto all'indennità di accompagnamento spetta sia nel caso in cui il bisogno dell'aiuto di un terzo si manifesti per incapacità di ordine fisico, sia per malattie di carattere psichico.

La nozione di incapacità

Sulle incapacità di ordine materiale, i giudici hanno precisato che la nozione di incapacità di compiere autonomamente le comuni attività del vivere quotidiano con carattere continuo comprende anche le ipotesi in cui la necessità di far ricorso all'aiuto di terzi si manifesti nel corso della giornata, ogni volta che il soggetto debba compiere una determinata attività della vita quotidiana per la quale non può fare a meno dell'aiuto di terzi, per cui si alternano momenti di attesa (assistenza passiva) a momenti di assistenza attiva.

Le malattie psichiche

Circa le malattie psichiche, i giudici hanno precisato che l'indennità va riconosciuta anche a favore di coloro i quali, pur essendo materialmente capaci di compiere atti elementari della vita quotidiana (ad esempio; nutrirsi, lavarsi, vestirsi, assumere farmaci) necessitano della presenza costante di un accompagnatore in quanto, visti i gravi disturbi della sfera intellettiva, cognitiva o volitiva dovuti a forme avanzate di stati patologici, o a gravi carenze intellettive, non sono in grado di determinarsi autonomamente al compimento di tali atti nei tempi dovuto e con modi appropriati per tutelare la propria salute e la propria dignità senza porre in pericolo sè o altri.

Indennità accompagnamento: quando è riconosciuta

Il diritto all'indennità di accompagnamento è stato riconosciuto, ad esempio, a persona che:

1) per deficit organici e cerebrali fin dalla nascita si presenta incapace di stabilire in autonomia se, quando e come svolgere gli atti elementari della vita quotidiana,
2) per infermità mentali, difetta anche a volte di autocontrollo, rendendosi pericoloso,
3) per un deficit mentale, non può sopravvivere senza l'aiuto costante del prossimo,
4) anche per un deterioramento delle facoltà psichiche, mostra incapacità funzionali,
5) affetta da oligofrenia di grado elevato, con turbe caratteriali e comportamentali, non è capace di parlare se non con monosillabi e non riconosce oggetti.

Altre informazioni su questo argomento?
Contatta l'Avv. Francesco Pandolfi
3286090590
avvfrancesco.pandolfi66@gmail.com
Francesco Pandolfi
E-mail: francesco.pandolfi66@gmail.com - Tel: 328.6090590
Recapiti: Via Giacomo Matteotti 147, 4015 Priverno LT
Si occupa principalmente di Diritto Militare in ambito amministrativo, penale, civile e disciplinare ed � autore di numerose pubblicazioni in materia.
Altre informazioni su questo argomento? Richiedi una consulenza all'Avv. Pandolfi
(18/06/2018 - Avv.Francesco Pandolfi) Foto: 123rf.com
In evidenza oggi:
» Bollette gas: dal 1° gennaio prescrizione ridotta a 2 anni
» Gratuito patrocinio: se il ricorso è inammissibile addio compenso all'avvocato
» Stralcio debiti sotto mille euro: la prima sentenza
» Stop al divieto delle due lauree
» Gratuito patrocinio: se il ricorso inammissibile addio compenso all'avvocato

Newsletter f g+ t in Rss