Bonus bebè 2018

La guida completa al bonus bebè 2018 con le modifiche apportate dalla legge di bilancio che ha disposto l'erogazione della misura soltanto per 1 anno
bambina appena nata con fiore in testa e pollice in bocca

di Marina Crisafi - Bonus bebè edizione 2018 per un anno. L'assegno ai nuovi nati, infatti, sarà erogato per soli 12 mesi, rispetto ai tre anni previsti nel triennio precedente. È una delle novità apportate dalla legge di bilancio 2018, spiegate dall'Inps con la circolare n. 50/2018 (sotto allegata) emanata per fornire le istruzioni relative alla misura di sostegno alla natalità in virtù delle modifiche normative introdotte.

Vediamo dunque a chi spetta il bonus e chi può richiederlo:


  1. Bonus bebè 2018, solo per 1 anno
  2. Bonus bebè a chi spetta
  3. Bonus bebè: Isee inferiore a 25mila euro
  4. Bonus bebè, a quanto ammonta
  5. Bonus bebè, pagamento
  6. Come fare domanda per il bonus bebè
  7. Parto gemellare e adozioni plurime
  8. Bonus bebè, cause di decadenza

Bonus bebè 2018, solo per 1 anno

Il bonus bebè, ossia l'assegno di natalità riconosciuto per ogni figlio nato o adottato, per il 2018 sarà erogato anche ai figli nati o adottati dal 1° gennaio al 31 dicembre, con durata limitata "al compimento del primo anno di età ovvero del primo anno di ingresso nel nucleo familiare a seguito di adozione". Ciò in virtù delle previsioni di cui all'art. 1, comma 248 della legge di bilancio 2018 (l. n. 205/2017), che si pone, spiega l'Inps nella circolare, "in continuità temporale con la legge 23 dicembre 2014, n. 190, istitutiva dell'assegno di natalità e tuttora in vigore" tuttavia presentando alcune differenziazioni. E cioè, in primis, la modifica della durata massima dell'assegno (annuale anziché triennale), i nuovi limiti di spesa e il periodo della natalità/adozione (triennio 2015-2017 ovvero anno 2018). Fatta eccezione per i suddetti punti, "ogni altro aspetto dell'assegno di natalità ex L. n. 205/2017 – ricorda l'istituto - resta disciplinato dalla normativa contenuta nella legge n. 190/2014 e nel D.P.C.M. 27 febbraio 2015" e dalle circolari e messaggi Inps in materia cui si fa espresso rinvio.

Bonus bebè a chi spetta

Il bonus bebè può essere richiesto dal genitore, anche affidatario, che sia in possesso dei seguenti requisiti:

- valore Isee

- residenza in Italia

- convivenza con il minore

- cittadinanza italiana o comunitaria

Tutti i requisiti devono essere posseduti al momento di presentazione della domanda.

Nel caso in cui il genitore avente diritto è minorenne o incapace di agire per altri motivi, la domanda può essere presentata dal legale rappresentante in nome e per conto del genitore incapace, fermo restando il possesso di tutti gli altri requisiti.

Bonus bebè: Isee inferiore a 25mila euro

La prestazione spetta, precisa l'Inps, a condizione che il nucleo familiare del genitore richiedente, al momento della presentazione della domanda e per tutta la durata del beneficio, sia in possesso di un ISEE in corso di validità non superiore a 25.000 euro (cfr. la circolare n. 93/2015), prendendo a riferimento "l'Isee minorenni del minore per il quale si richiede il beneficio".

Per poter richiedere l'assegno deve essere presentata, preliminarmente, una Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU), ove siano ricompresi nel nucleo familiare anche i dati del figlio nato, adottato, o in affido preadottivo per il quale si richiede il beneficio.

La DSU consente all'istituto di stabilire, in virtù del valore dell'ISEE medesimo, il diritto e la misura della prestazione. Per cui, seppur "la domanda di assegno si presenta di regola una sola volta,

solitamente nell'anno di nascita o di adozione del figlio – spiega l'Inps - è necessario tuttavia che il richiedente l'assegno, per ciascun anno di spettanza del beneficio, rinnovi la DSU".

L'eventuale presenza di omissioni o difformità rilevate dall'Agenzia delle Entrate nell'attestazione ISEE, comporta la sospensione dell'istruttoria della domanda o del pagamento dell'assegno. Le omissioni o difformità possono essere sanate in ogni caso con una nuova DSU.

Bonus bebè, a quanto ammonta

La misura del bonus bebè dipende dal valore dell'Isee minorenni.

Nel dettaglio, l'importo annuo è pari a:

- 960 euro (80 euro al mese per massimo 12 mesi), nel caso in cui il valore dell'ISEE minorenni non sia superiore a 25.000 euro annui;


- 1.920 euro (160 euro al mese per massimo 12 mesi), nel caso in cui il valore dell'ISEE minorenni non sia superiore a 7.000 euro annui.

Per ogni figlio nato o adottato o in affido preadottivo tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2018, ricorda l'Inps, l'assegno spetta esclusivamente fino al compimento del primo anno di età ovvero del primo anno di ingresso nel nucleo familiare a seguito dell'adozione o affido preadottivo. Ne deriva che la durata massima è di 12 mensilità. Invece, per ogni figlio nato o adottato o in affido preadottivo tra il 1° gennaio 2015 e il 31 dicembre 2017 l'assegno spetta per massimo 36 mensilità.

L'assegno di natalità di cui alla legge n. 205/2017, precisa l'Inps, non concorre alla formazione del reddito complessivo di cui all'articolo 8 del testo unico delle imposte sui redditi.

Bonus bebè, pagamento

Il beneficio anche per il 2018 è corrisposto dall'Inps (direttamente al richiedente) in singole rate mensili, pari a 80 euro o 160 euro a seconda del valore dell'ISEE, secondo le modalità (conto corrente, bonifico domiciliato, ecc.) indicate nella domanda.

L'eventuale richiesta di modifica della modalità di pagamento precedentemente indicata deve essere corredata dal modello SR163.

Come fare domanda per il bonus bebè

La domanda di assegno deve essere presentata in via telematica, sulla base delle istruzioni ed entro i termini di cui alla circolare n. 93/2015, una sola volta per ciascun figlio nato o adottato o in affido preadottivo nel periodo tra il 1° gennaio 2018 e il 31 dicembre 2018.

La domanda telematica deve essere corredata dal modello SR163 ("Richiesta di pagamento delle prestazioni a sostegno del reddito"), reperibile nella sezione "Tutti i moduli" sul sito Inps, salvo che tale modello sia già stato presentato in precedenza.

Il modulo può essere trasmesso con una delle seguenti modalità:

allegato in procedura mediante l'apposita funzione "gestione allegati";
trasmesso da una casella Pec alla casella PEC della struttura INPS territorialmente competente;
trasmesso da una casella di posta elettronica ordinaria alla casella istituzionale delle Prestazioni a sostegno del reddito della Struttura INPS territorialmente competente, con allegata la copia di un documento d'identità in corso di validità;
oppure, consegnato a mano o spedito in originale alla struttura INPS territorialmente competente, con allegata copia del documento di identità del richiedente in corso di validità.

Ove il documento sia mancante, incompleto o incongruente, la domanda verrà posta in stato "sospesa".

Parto gemellare e adozioni plurime

In caso di parto gemellare e/o adozione plurima (cioè avvenuta contestualmente), occorre presentare un'autonoma domanda per ogni figlio nato o adottato. Pertanto, nell'ipotesi di nascita o adozione di due o più gemelli, occorre presentare una apposita domanda per ciascuno di essi.

Le medesime accortezze devono essere utilizzate in caso di affidamenti plurimi.

Bonus bebè, cause di decadenza

L'erogazione dell'assegno a favore del richiedente, precisa infine la circolare Inps, termina al verificarsi di una delle seguenti situazioni:

- compimento di un anno di età,

- compimento di un anno dall'ingresso in famiglia del minore a seguito dell'adozione o dell'affidamento preadottivo;


- raggiungimento della maggiore età del figlio adottato;


- perdita, da parte del richiedente, di uno dei requisiti previsti dalla legge (ad esempio, in caso di trasferimento della residenza all'estero, perdita del requisito della cittadinanza, ISEE superiore a 25.000 euro, ecc.);

- revoca dell'adozione;


- decadenza dall'esercizio della responsabilità genitoriale;


- affidamento esclusivo del minore al genitore che non ha presentato la domanda;

- affidamento del minore a persona diversa dal richiedente.

In tali casi, l'Inps interrompe l'erogazione dell'assegno a partire dal mese successivo all'effettiva conoscenza di uno degli eventi che determinano la decadenza.

Il soggetto richiedente è in ogni caso tenuto a comunicare immediatamente all'Inps il verificarsi di una delle cause di decadenza.

Inps circolare n. 50/2018
(03/04/2018 - Marina Crisafi) Foto: 123rf.com
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