Scaduto il termine del 10 marzo per adempiere all'obbligo delle vaccinazioni, ecco a quali conseguenze andranno incontro coloro che non hanno ottemperato

di Gabriella Lax - Il termine ultimo per presentare i documenti attestanti l'avvenuta vaccinazione, come previsto dalla legge Lorenzin, è scaduto il 10 marzo. Cosa succede ora a quei bambini che non sono stati vaccinati?

Intanto, preliminarmente, occorre fare la differenza tra le famiglie che vogliono vaccinare i loro bambini che non avranno problemi se per diversi motivi hanno avuto un rinvio dopo il 10 marzo e coloro che, invece, non hanno vaccinato i figli per motivi ideologici ("no vax"). Solo questi ultimi, infatti, incorreranno nelle sanzioni. Fatta eccezione per chi è esonerato dall'obbligo di vaccinazione: ossia esclusivamente i bambini e ragazzi già immunizzati a seguito di malattia naturale, con attestazione del pediatra, e i bambini che presentano specifiche condizioni cliniche che rappresentano una controindicazione permanente e/o temporanea alle vaccinazioni.

Come ha chiarito il responsabile sanità del Pd, Federico Gelli, ad Adnkronos: «E' sufficiente presentare anche la semplice prenotazione presso la Asl per evitare di incappare in sanzioni» e poter frequentare la scuola dell'obbligo. Al momento, sono migliaia bambini ancora non in regola che rischiano di rimanere fuori dagli asili nido e dalle scuole di infanzia.

Che succede ora ai bambini non vaccinati?

Secondo la legge, si ricorda, il bambino senza vaccino non potrà più frequentare nidi e le scuole materne, ma sarà nuovamente ammesso in caso di presentazione della documentazione richiesta. In ogni caso, la mancata presentazione della documentazione nei termini sarà segnalata, entro i 10 giorni successivi, alla Asl territorialmente competente che avvierà la procedura prevista per il recupero dell'inadempimento.

Per la scuola del primo e secondo ciclo gli adempimenti vaccinali non costituiscono requisito di accesso. La mancata ottemperanza dei genitori entro il 10 marzo verrà segnalata entro i 10 giorni successivi dai dirigenti scolastici delle istituzioni del sistema nazionale di istruzione e dai responsabili dei servizi educativi per l'infanzia, dai centri di formazione professionale regionale e delle scuole private non paritarie, all'Azienda sanitaria locale che convocherà i genitori per un colloquio con lo scopo di fornire ulteriori informazioni sulle vaccinazioni e sollecitare l'adempimento.

Se i genitori non vanno al colloquio o, se nonostante il colloquio informativo, dovessero continuare a non voler somministrare il vaccino al minore, sarà l'Azienda sanitaria a contestare formalmente l'inadempimento dell'obbligo vaccinale, con l'avvertimento che in mancanza di ulteriore inadempimento (o del completamento del ciclo dei 10 vaccini) entro il termine fissato dall'azienda stessa, sarà loro comminata una sanzione amministrativa pecuniaria che oscilla da cento a cinquecento euro, in base alla gravità dell'infrazione.

Leggi anche: Vaccini obbligatori entro il 10 marzo


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