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Riforma fallimento: nel segno della riservatezza

I decreti attuativi del nuovo codice della crisi e dell'insolvenza prevedono varie novità. La "palla" però passa alla prossima legislatura
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di Gabriella Lax - Nuova regolamentazione e nuove norme per superare la crisi d'impresa. A pensarci ci sono le bozze dei due decreti legislativi di attuazione della legge delega 155/2017 per la riforma della crisi d'impresa e dell'insolvenza. L'obiettivo generale è avere degli strumenti per affrontare le crisi di insolvenza anticipatamente, eliminando lo stigma sociale che accompagnava il fallimento e prevenirlo.

Il nuovo Codice della crisi e dell'insolvenza

Il nuovo Codice della crisi e dell'insolvenza, secondo i decreti, si compone di 359 articoli oltre le disposizioni attuative e transitorie, come riporta Italia Oggi. Per crisi, s'intende "Lo stato di difficoltà economica finanziaria che rende probabile l'insolvenza del debitore" e che, nel caso delle imprese, "si manifesta con l'inadeguatezza dei flussi di cassa prospettici a far fronte regolarmente alle obbligazioni pianificate".

Dagli schemi delle due bozze dei decreti legislativi si evince in particolare il dovere dell'azienda di istituire un adeguato assetto organizzativo e amministrativo per la salvaguardia della continuità aziendale, ed ancora l'introduzione di procedure di allerta e di composizione assistita della crisi. Oltretutto è compito dell'azienda tenere sotto controllo gli indicatori di crisi, che l'articolo 16 del codice definisce qualificanti.

Crisi d'impresa sì, ma nel segno della riservatezza

Rivestirà carattere confidenziale la procedura di allerta stabilita. Sono contemplati alcuni meccanismi «che potranno garantire massima riservatezza sia nella fase della segnalazione sia nel caso di assistenza all'impresa, nelle trattative con i creditori finalizzate al superamento della crisi. Questo dovrebbe impedire che la procedura si trasformi da meccanismo di risoluzione a meccanismo di aggravamento della crisi, causa il ritiro della fiducia da parte di banche e creditori.

Il punto è che non si riuscirà ad approvare la riforma prima della fine della legislatura: i testi dei decreti legislativi attuativi, predisposti dalla commissione Rodorf, al moment vengono esaminati dai tecnici del ministero della giustizia. Il dubbio è se con il lavoro del governo agli sgoccioli l'argomento sarà poi ripreso e portato avanti con la prossima legislatura.

(26/02/2018 - Gabriella Lax)
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