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Responsabilità medica: va risarcita la lesione dell'autodeterminazione dei genitori in caso di nascita indesiderata

Per la Cassazione il risarcimento del danno non è strettamente connesso con la salute della madre ma riguarda le negativa ricadute esistenziali che si verificano nella vita dei genitori
infermiere che cammina in una corsia di ospedale

di Valeria Zeppilli – Per la Corte di cassazione, il risarcimento del danno da nascita indesiderata non è subordinato all'accertamento di determinate condizioni di salute del neonato ma, come si legge nella sentenza numero 2070/2018 qui sotto allegata, deve essere riconosciuto "rispetto alle negative ricadute esistenziali che si verificano nella vita dei genitori in conseguenza della violazione del diritto a non dar seguito alla gestazione" legittimamente esercitato.

Il bene salute

Per i giudici, infatti, una lettura costituzionalmente orientata della legge numero 194/1978 impone di intepretare il bene salute come benessere psicofisico della persona, con la conseguenza che se dall'erroneo intervento di interruzione di una gravidanza derivi una nascita indesiderata, il risarcimento non può limitarsi al danno alla salute della madre ma deve estendersi sino a ricomprendere anche il danno patito da entrambi i genitori per la lesione della loro libertà di autedeterminazione.

La vicenda

Nel caso di specie, a chiedere il risarcimento del danno da responsabilità medica era una coppia di coniugi che si erano determinati a interrompere la gravidanza della donna, con un intervento che, tuttavia, non era andato a buon fine.

La gestazione, infatti, era gemellare ma l'intervento aveva riguardato un solo feto e, a causa del superamento del termine di cui all'articolo 4 della legge numero 194/1978 al momento della scoperta dell'errore, non era stato possibile ripetere l'interruzione. La gravidanza, quindi, era stata portata a termine.

Ai genitori, a prescindere dalla lesione alla salute della madre, spetta il risarcimento del danno non patrimoniale dalla lesione della libertà di autodeterminazione.

Corte di cassazione testo sentenza numero 2070/2018
Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Laureata a pieni voti in giurisprudenza presso la Luiss 'Guido Carli' di Roma con una tesi in Diritto comunitario del lavoro. Attualmente svolge la professione di Avvocato ed è dottoranda di ricerca in Scienze giuridiche – Diritto del lavoro presso l'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti – Pescara
(12/02/2018 - Valeria Zeppilli) Foto: 123rf.com
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