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Multe e atti giudiziari: addio alla comunicazione di avvenuta notifica (CAN)

Ecco cosa cambia nella notifica degli atti giudiziari a mezzo posta dopo la legge di bilancio 2018
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di Valeria Zeppilli - In forza di quanto disposto dalla legge di bilancio 2018, a breve l'operatore postale addetto alla notifica non invierà più al destinatario che non abbia ricevuto personalmente il piego la cd. CAN, ovverosia la comunicazione di avvenuta notifica.

Il recente provvedimento, infatti, ha riscritto completamente l'articolo 7 della legge sulle notificazioni (numero 890/1982) cancellando anche la previsione, introdotta dal decreto legge numero 248/2007, che così recitava: "Se il piego non viene consegnato personalmente al destinatario dell'atto, l'agente postale dà notizia al destinatario medesimo dell'avvenuta notificazione dell'atto a mezzo di lettera raccomandata".

Leggi: Multe e atti giudiziari: le modifiche alla legge sulle notificazioni

Presto, quindi, tale raccomandata non verrà più inviata e il destinatario della notifica dovrà affidarsi solo alla memoria e alla premura di chi ha ricevuto al suo posto l'atto da notificare.

Entrata in vigore

Le nuove previsioni, in ogni caso, non si applicano immediatamente ma solo a decorrere dalla data di entrata in vigore del provvedimento del Ministero dello sviluppo economico che disciplinerà

le procedure per il rilascio delle licenze individuali per i servizi riguardanti le notificazioni di atti a mezzo della posta e di comunicazioni a mezzo della posta connesse con la notificazione di atti giudiziari.

A chi consegnare la notifica

Ma cosa prevede oggi, nel dettaglio, l'articolo 7 riformato?
L'operatore postale al quale è affidato l'atto da notificare deve, come prima scelta, notificare il piego a mani proprie del destinatario, anche se questi è dichiarato fallito.

Solo ove ciò non sia possibile, il piego è consegnato, nel medesimo luogo indicato nella busta, o a un familiare anche temporaneamente convivente o a una persona che sia addetta alla casa o al servizio del destinatario. Tali soggetti possono ricevere la notifica solo se hanno un'età almeno pari a quattordici anni e non sono manifestamente affette da malattia mentale.

Se anche tali soggetti mancano, il piego può essere consegnato o al portiere dello stabile o a una persona che, vincolata da un rapporto di lavoro continuativo, sia comunque tenuta a distribuire al posta al destinatario.

Sottoscrizione

La persona alla quale è consegnato il piego contenente l'atto da notificare deve sempre sottoscrivere sia l'avviso di ricevimento che i documenti attestanti la consegna. Se si tratta di soggetto diverso dal destinatario, alla firma deve seguire la specificazione della qualità rivestita e, se si tratta di familiare, dell'indicazione di convivente.

Rifiuto della firma

Nel caso in cui il destinatario della notifica o le persone abilitate a riceverla prendano il piego ma rifiutino di firmare l'avviso di ricevimento o nel caso in cui il destinatario rifiuti il piego o rifiuti di

firmare i documenti attestanti la consegna, l'operatore postale deve farne menzione nell'avviso di ricevimento. Se il rifiuto proviene da persona diversa dal destinatario, devono anche esserne menzionati il nome, il cognome e la qualità.

L'avviso di ricevimento, datato e firmato dall'operatore, viene quindi restituito al mittente in raccomandazione con il piego, nel caso in cui anche questo sia stato respinto.

Analfabetismo e incapacità fisica

L'addetto alla notifica è incaricato di fornire la prova della notifica stessa anche in un ulteriore caso: quello in cui il ricevente sia impossibilitato alla sottoscrizione per analfabetismo o incapacità fisica.

Niente CAN

Fatti i predetti adempimenti, l'operatore postale non avrà più alcun obbligo aggiuntivo e, quindi, non sarà più tenuto a inviare al destinatario la raccomandata informativa con la quale fino alle novità introdotte dalla legge di bilancio 2018 si dava atto dell'avvenuta notificazione.

Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Laureata a pieni voti in giurisprudenza presso la Luiss 'Guido Carli' di Roma con una tesi in Diritto comunitario del lavoro. Attualmente svolge la professione di Avvocato ed � dottoranda di ricerca in Scienze giuridiche � Diritto del lavoro presso l'Universit� 'G. D'Annunzio' di Chieti � Pescara
(21/01/2018 - Valeria Zeppilli)
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