Approvato dal Governo il decreto legislativo di riforma dell'ordinamento penitenziario
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di Marina Crisafi - Ridurre il ricorso al carcere, riportando al centro del sistema la finalità rieducativa della pena, diminuire il sovraffollamento, razionalizzare gli uffici del settore penitenziario e valorizzar il ruolo della polizia penitenzia. Sono questi i cardini del decreto legislativo di riforma dell'ordinamento penitenziario approvato ieri, in esame preliminare, dal Consiglio dei Ministri.

ยง Il decreto attua, si legge nel comunicato stampa del Governo, la delega per la riforma della materia contenuta nella legge 103/2017, "Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e all'ordinamento penitenziario".

Carceri: ratio della riforma

Il provvedimento, scrive l'esecutivo, "è volto principalmente a rendere più attuale l'ordinamento penitenziario previsto dalla riforma del 1975, per adeguarlo ai successivi orientamenti della giurisprudenza di Corte Costituzionale, Corte di Cassazione e Corti europee".

Obiettivi della riforma dell'ordinamento penitenziario

Questi gli obiettivi del decreto legislativo di riforma, suddiviso in 6 parti, dedicate rispettivamente, all'assistenza sanitaria, alla semplificazione dei procedimenti, all'eliminazione di automatismi e preclusioni nel trattamento penitenziario, alle misure alternative, al volontariato e alla vita penitenziaria:

- ridurre il ricorso al carcere in favore di soluzioni che, senza indebolire la sicurezza della collettività, riportino al centro del sistema la finalità rieducativa della pena ex art. 27 Cost.

- razionalizzare le attività degli uffici preposti alla gestione del settore penitenziario, restituendo efficienza al sistema, riducendo tempi e costi

- diminuire il sovraffollamento, dando priorità alle misure alternative e potenziando il reinserimento sociale dei detenuti

- valorizzare il ruolo della Polizia Penitenziaria, ampliandone le competenze

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