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Pos obbligatori: sanzioni dal codice penale

Bolle in pentola l'idea di estendere il campo di applicazione dell'articolo 693 c.p. per chi rifiuta di far pagare con bancomat e carte
carta credito pos farmacia

di Valeria Zeppilli – L'assenza di specifiche sanzioni per chi non si dota di Pos sta lasciando da qualche tempo il relativo obbligo in essere solo sulla carta.

La sanzione del codice penale

In realtà, a ben guardare, per porre rimedio a tale situazione potrebbe applicarsi una norma già esistente, che è quella di cui all'articolo 693 del codice penale, la quale punisce con la sanzione amministrativa sino a trenta euro coloro che rifiutano di ricevere per il loro valore monete aventi corso legale nello Stato.

L'idea di estendere il campo di applicazione di tale previsione anche alle transazioni commerciali con moneta elettronica, come riporta IlSole24Ore, bolle in pentola: si tratterebbe, infatti, di un'ipotesi valutata nella stesura del decreto legislativo attuativo della direttiva UE nota come Psd2 (payment services directive), che prevede la riduzione delle commissioni interbancarie portandole allo 0,3% in caso di carte di credito e allo 0,2% in caso di carte di debito.

Esclusioni dalle sanzioni

Per alcune categorie tenute sia a pagare l'Iva che a trattenere e a riversare alcune imposte all'Erario, si ipotizza la previsione di un periodo di esonero dall'applicazione delle sanzioni, al fine di permettere di trovare una soluzione ad alcuni problemi pratici che caratterizzano certe attività. Il riferimento va, ad esempio, ai benzinai e ai tabaccai.

Destinatari dell'obbligo del Pos

Ma chi sono i destinatari dell'obbligo di dotarsi di Pos?

Innanzitutto tutte le attività commerciali, dalle pizzerie, ai bar, ai negozi, ai ristoranti e così via, alle quali si affiancano gli artigiani.

Ma non solo: l'obbligo riguarda anche i professionisti delle diverse aree, quindi avvocati, consulenti del lavoro, notai, commercialisti, ingegneri, architetti, geometri, agronomi, medici, dentisti e chi più ne ha più ne metta. Gli unici che potrebbero "salvarsi", se il decreto legislativo lo prevederà, sono quei professionisti che lavorano in uno studio associato e non intrattengono un rapporto diretto con i clienti, ma fatturano esclusivamente al titolare.

Avvocati e altri professionisti

Un altro problema che potrebbe porsi con la previsione di effettività dell'obbligo di pagare tramite Pos è, infatti, quello dei pagamenti tra colleghi. Si pensi al caso di un avvocato che paga un collega di studio. Sebbene la portata del problema sia ridimensionata dal fatto che in genere gli accordi tra professionisti prevedono le modalità di pagamento di quanto dovuto come corrispettivo per le prestazioni svolte da uno in favore dell'altro, non è escluso che nel decreto si decida di regolamentare in maniera specifica una simile ipotesi.

Leggi anche: "In arrivo multe per chi rifiuta pagamenti con bancomat e carte"

Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Laureata a pieni voti in giurisprudenza presso la Luiss 'Guido Carli' di Roma con una tesi in Diritto comunitario del lavoro. Attualmente svolge la professione di Avvocato ed è dottoranda di ricerca in Scienze giuridiche – Diritto del lavoro presso l'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti – Pescara
(21/09/2017 - Valeria Zeppilli)
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