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Abolizione del tribunale dei minorenni: verso lo stralcio dalla riforma del processo civile

Il ddl di riforma del processo civile prevede l'abolizione di tale ufficio, ma il Governo spinge per lo stop a tale contestata previsione
ragazzo minorenne in manette

di Valeria Zeppilli – Il Tribunale dei minorenni è da tempo minacciato di soppressione e, da ultimo, tale tentativo è stato portato avanti anche dal DDL sul processo civile, attualmente all'esame della Commissione Giustizia del Senato. L'idea sarebbe quella di trasferire le competenze di tale ufficio alle sezioni specializzate per la persona, la famiglia e i minori, istituite presso i tribunali ordinari e le corti d'appello.

Sezioni specializzate

Nel testo attuale del disegno di legge, il Governo è infatti delegato a istituire le predette sezioni circondariali e distrettuali, nelle quali accentrare le competenze che attualmente sono divise tra il tribunale per i minorenni, il tribunale ordinario e il giudice tutelare.

Le sezioni circondariali dovrebbero acquistare la competenza, ad esempio, per i procedimenti di competenza del giudice tutelare, di separazione e divorzio, in materia di filiazione fuori dal matrimonio. Alle sezioni distrettuali andrebbero invece i procedimenti su adozioni, decadenza dalla responsabilità genitoriale o sua limitazione, procedimenti penali dei quali oggi si occupa il tribunale per i minorenni.

Richiesta di stralcio

La soppressione del tribunale per i minorenni rappresenta, tuttavia, uno degli aspetti maggiormente contestati del DDL, tanto che il Governo, prima della pausa estiva, ne ha chiesto lo stralcio, ottenendo subito l'appoggio espresso del PD.

Ciò non ha impedito la presentazione di un emendamento, in forza del quale alla soppressione del tribunale per i minorenni si accompagnerebbe la creazione di un ufficio del giudice per la persona, le relazioni familiari e i minorenni, presso i tribunali che si trovano nei capoluoghi di distretto di corte d'appello. Le decisioni di tale ufficio, secondo l'emendamento, dovrebbero essere assunte o in composizione monocratica o in composizione collegiale, in quest'ultimo caso con apertura anche all'intervento di psicologi, psichiatri, assistenti sociali e altri esperti non togati.

Tutto dipende dalle sorti della richiesta di stralcio, che, ove accolta, farebbe ovviamente decadere anche quest'ultima soluzione.

Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Laureata a pieni voti in giurisprudenza presso la Luiss 'Guido Carli' di Roma con una tesi in Diritto comunitario del lavoro. Attualmente svolge la professione di Avvocato ed è dottoranda di ricerca in Scienze giuridiche – Diritto del lavoro presso l'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti – Pescara
(12/09/2017 - Valeria Zeppilli) Foto: 123rf.com
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