I genitori devono educare i figli adottando provvedimenti 'di comune intesa'. Diversamente, gli scontri sul modo di allevarli e di risolvere i loro problemi possono diventare giusta causa di separazione. La colpa del crac matrimoniale, sancisce la Corte di Cassazione, ricadra' sul coniuge che non ha consultato il partner. Un addebito legittimo dal momento che i coniugi sono 'obbligati a concordare tra di loro l'indirizzo della vita familiare, si' che le scelte educative e gli interventi diretti a risolvere i problemi dei figli non possono che essere adottati d'intesa tra i coniugi'. Un 'atteggiamento unilaterale', dice la Suprema Corte, 'sordo alle valutazioni ed alle richieste dell'altro coniuge puo' tradursi, oltre che in una violazione degli obblighi del genitore nei confronti dei figli, anche nella violazione dell'obbligo nei confronti dell'altro coniuge di concordare l'indirizzo della vita familiare'. L'occasione per ricordare ai coniugi che i figli si educano in due, alla Prima sezione civile e' stata data dal caso di una coppia vicentina, separatasi dopo 'ventotto anni di matrimonio allietato dalla nascita di quattro figli'. Ad indurre la moglie Maria Federica P. a chiedere la separazione con addebito al marito, Franco P., facoltoso avvocato, l'atteggiamento dell'uomo di 'sprezzante superiorita', frutto di carattere egocentrico', e soprattutto il 'sistema educativo troppo rigido e denigratorio nei confronti dei figli'. In particolare, a fare soffrire Maria Federica, l'atteggiamento troppo autoritario del marito nei confronti del figlio Nicola, schizofrenico.
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