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Il reato di invasione di terreni o edifici

Guida completa con giurisprudenza al delitto punito dall'art. 633 del codice penale
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Avv. Daniele Paolanti - Il reato di invasione di terreni o edifici di cui all'art. 633 del codice penale è commesso da chiunque "chiunque invade arbitrariamente terreni o edifici altrui, pubblici o privati, al fine di occuparli o di trarne altrimenti profitto". Si tratta di delitto punito, a querela della persona offesa, "con la reclusione fino a due anni o con la multa da centotre euro a milletrentadue euro". Le pene si applicano congiuntamente e si procede d'ufficio, "se il fatto è commesso da più di cinque persone, di cui una almeno palesemente armata, ovvero da più di dieci persone, anche senza armi".  

L'elemento oggettivo

La condotta si sostanzia nell'invasione arbitraria e sine titulo di terreni o edifici altrui, con l'intenzione di occuparli o trarne altrimenti profitto. Non è necessario l'impiego della violenza ma è sufficiente ai fini della configurabilità del fatto, che il soggetto agente agisca arbitrariamente. Soggetto attivo può essere chiunque, non si tratta di un reato qualificato e può essere commesso dalla generalità dei consociati.

Il bene giuridico tutelato

Bene giuridico meritevole di tutela e per il quale la legge commina le prefate sanzioni laddove si configuri la fattispecie delittuosa è l'integrità e l'inviolabilità della proprietà immobiliare.

Di conseguenza si può agevolmente ritenere che il delitto in esame vada ascritto nel novero dei delitti contro il patrimonio.

Procedibilità a querela

Il fatto è punito a querela della persona offesa. È dunque necessario che il giudizio penale venga incardinato a seguito della formale presentazione di atto di denuncia / querela così da consentire all'autorità giudiziaria l'iscrizione della notizia di reato e dunque la procedibilità per lo stesso.

Ci sono delle circostanze aggravanti per le quali non è necessaria la formalizzazione di una querela, ovvero se il fatto è commesso da più di cinque persone, di cui una almeno palesemente armata, ovvero da più di dieci persone, anche senza armi. In tali circostanze si procede d'ufficio.

Reato permanente?

La risposta arriva dalla Cassazione che ritiene che il reato de quo sia permanente e dunque dovrebbe ritenersi tempestiva la querela laddove la stessa sia stata proposta durante il periodo in cui si è protratta l'occupazione, dal momento che il reato permanente è flagrante per tutto il tempo in cui se ne protrae la consumazione (Cassazione penale, sez. II, 19/10/2010, n. 41401)

La giurisprudenza sul reato di invasione di terreni o edifici

In ordine alle circostanze aggravanti la giurisprudenza è tendenzialmente proclive ad ammettere che "Sul punto si registra un unico e risalente, ma tutt'ora attuale, precedente di questa Corte, secondo cui l'aggravante prevista dall'art. 633 c.p., comma 2, esige che le più persone concorrenti agiscano riunite, nel senso che esse siano simultaneamente presenti sul luogo del delitto e che unitamente impieghino la loro azione per la consumazione del delitto stesso (Cass. 21 gennaio 1953, in GP 1953, 2, 425, 384). La ratio della circostanza aggravante, infatti, è quella di reprimere con un più aspro trattamento sanzionatorio quelle condotte collettive rispetto alle quali, proprio in ragione del numero delle persone che vi prendono parte, la difesa privata è più ardua" (Cassazione penale n. 43120/2016).

In ordine alla tutela apprestata dal legislatore la giurisprudenza, oltre alla proprietà, ha riconosciuto che deve essere tutelato anche il possesso, poiché "Il collegio condivide la giurisprudenza secondo cui la norma di cui all'art. 633 c.p., comprende nella sua tutela non solo la proprietà, ma anche il possesso dei terreni e degli edifici, essendo diretta a salvaguardare quel rapporto di fatto che viene esercitato sugli immobili sia dal proprietario che da terzi. Infatti, con il termine "altrui" la norma medesima ha inteso tutelare non solo il diritto di proprietà, ma anche ogni altro rapporto con l'immobile di soggetto diverso dal proprietario, ma interessato allo stesso modo alla libertà e integrità del bene" (Cass. sez. 2^, n. 4823 del 25/11/2005, dep. 2006, Rv. 233232).

In aderenza a tale linea interpretativa la relazione della denunciante con l'immobile occupato discendente dal testamento revocato è compresa tra quelle che meritano tutela in attesa della definitiva ripartizione dell'asse ereditario" (Cassazione penale, n. 46128/2015).

In ordine alla definizione di invasione vale la pena ricordare che la Suprema Corte ha ritenuto che "l'invasione va vista come immissione in una situazione di fatto di cui, in precedenza, il soggetto agente non era titolare, anche se, eventualmente, titolare di una diversa situazione di fatto" (Cassazione penale, n. 36546/2015).

Daniele PaolantiDaniele Paolanti - profilo e articoli
E-mail: daniele.paolanti@gmail.com Tel: 340.2900464
Vincitore del concorso di ammissione al Dottorato di Ricerca svolge attività di assistenza alla didattica.
(30/05/2017 - Avv.Daniele Paolanti) Foto: 123rf.com
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