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Violenza donne: arriva il braccialetto obbligatorio per gli stalker e il risarcimento statale per le vittime

Le novità dei due disegni di legge presentati a Montecitorio
donna vittima di violenza

di Marina Crisafi - Istituire un fondo ad hoc per risarcire le donne vittime di reati violenti e introdurre il braccialetto elettronico obbligatorio per gli stalker. Questi i contenuti dei due disegni di legge presentati nei giorni scorsi a Montecitorio, a prima firma Valentina Vezzali, deputata di Scelta Civica-Ala, alla presenza dei familiari delle vittime di violenza familiare e delle associazioni.

Vediamo i contenuti delle due proposte di legge assegnate alla commissione giustizia della Camera per l’esame (e sotto allegate):

Fondo statale per indennizzare le donne vittime di violenza

La prima delle due pdl prevede l’istituzione di un fondo ad hoc con dotazione 10milioni di euro per indennizzare le donne vittime di violenza e in particolare di reati quali: percosse, lesioni personali, stalking, maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale.

L’indennizzo verrebbe corrisposto in misura proporzionale all’ammontare del danno e comunque entro un tetto massimo di 500mila euro. Viene prevista, inoltre, l’esenzione dal pagamento dell’imposta sul reddito delle persone fisiche.

A beneficiare della misura a carico dello Stato saranno le vittime costituitesi parte civile che non hanno ottenuto un risarcimento in quanto l’autore delle violenze è rimasto ignoto, è insolvente, è deceduto o per intervenuta prescrizione del reato.  

La misura andrebbe a sanare l’inadempienza dell’Italia, già condannata dalla Cedu, perché non ha ancora “uno standard di rispetto dei livelli di tutela risarcitoria delle vittime così come vorrebbe l'Europa”.

La copertura del fondo sarebbe assicurata mediante la riduzione dello stanziamento del fondo ex art. 1, comma 200, l. n. 190/2014.

Braccialetto elettronico obbligatorio per gli stalker

L’altro disegno di legge prevede che il questore disponga l’obbligo del braccialetto elettronico per coloro che sono ritenuti responsabili di violenze, segnalate e denunciate, e che abbiano ricevuto un provvedimento di ammonimento.

L’uso del dispositivo mobile di allarme e localizzazione, si legge, infatti, nella relazione “finora è stato possibile ma non obbligatorio”.

L’obbligatorietà per tutti i soggetti per i quali il questore ha disposto l’ammonimento, ha il “fine di garantire la tutela delle persone che hanno subito violenza e impedire ai mariti e fidanzati violenti e agli stalker di avvicinarsi alla loro vittima”.

L’utilizzo del braccialetto, inoltre, “potrebbe essere una valida risposta anche al sovraffollamento carcerario, soprattutto per i detenuti in attesa di giudizio o di sentenza definitiva e per i colpevoli di reati minori”.

I dati sulla violenza

I numeri sono preoccupanti, ha dichiarato la Vezzali all’Adnkronos: “dall'inizio dell'anno – infatti - si sono registrati già 29 casi di violenza omicida su donne, mentre nel 2016 abbiamo avuto il triste record di vittime di femminicidio: 116 casi, spesso per mano di ex violenti, mentre sono oltre due milioni le vittime di comportamenti persecutori da parte dell'ex partner".

Da qui le due proposte di legge, per “affrontare concretamente il problema – ha spiegato la Vezzali - perché il rischio è quello di banalizzare e normalizzare la violenza”.

Il fine è quello di portare a compimento le due proposte, aprendo alla discussione e ad eventuali ritocchi, in modo da colmare al più presto le lacune normative esistenti in materia.

Si tratta di “iniziative concrete” sottoscritte da deputati di numerosi schieramenti, che potranno raccogliere dunque, “un consenso trasversale alle forze politiche”.  ha aggiunto il segretario di Scelta civica Enrico Zanetti nel corso della presentazione,  

Ddl fondo femminicidio
Ddl_braccialetto_stalker
(25/05/2017 - Marina Crisafi) Foto: 123rf.com
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