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Avvocati e professionisti: ora class action per le tariffe

Il Codacons annuncia azione per il ripristino delle tariffe minime. Ieri a Roma la marcia dei professionisti, si invoca legge ad hoc
uomini corteo protesta su prato

di Marina Crisafi – Si è svolta ieri a Roma la manifestazione dei professionisti d'Italia. Avvocati, ingegneri, medici, odontoiatri, veterinari (oltre 3mila secondo la polizia, 10mila secondo gli organizzatori) hanno marciato fianco a fianco per chiedere il ritorno delle tariffe.

Una protesta nata alla fine di aprile, con la costituzione di un comitato ad hoc che subito ha coinvolto svariati ordini professionali ed è diventata di portata nazionale.

Leggi: "Avvocati e professionisti: domani in marcia per il ritorno alle tariffe"

Grandi assenti i "vertici" delle diverse categorie (fatta eccezione per veterinari e odontoiatri), ma consigli nazionali e reti delle professioni in questi giorni si stanno muovendo "in parallelo" e avendo avviato un dialogo col Governo sull'equo compenso forse la protesta sembrava poco appropriata.

Il "disagio" dei professionisti

Aldilà delle "modalità" scelte per manifestare il disagio, questo è evidente e non solo tra i giovani. Anzi, proprio una larga fetta di professionisti "affermati", che oggi si trovano ad affrontare maggiori responsabilità e oneri e meno guadagni, erano a protestare ieri al corteo per il ritorno delle tariffe minime. "Non siamo tutti degli archistar o avvocati di grido o primari – ha inveito infatti dal palco di piazza San Giovanni il presidente degli avvocati di Roma, Mauro Vaglio, snocciolando i dati per denunciare la visione distorta che si ha dei professionisti: "il 55,9% degli avvocati guadagna meno di 20mila euro lordi e di questi 122mila hanno un reddito inferiore ai 10mila euro, sotto la soglia di povertà".

Abolire i minimi e le tariffe è stata una "scelta scellerata" ha rincarato dal palco il presidente dell'ordine degli architetti capitolini, Alessandro Ridolfi, una vera e propria "bugia, perché l'Europa ammette le tariffe come sancito da una sentenza della Corte Ue del dicembre scorso" (cfr. Corte Ue C-532/15). Si è trattato di "false liberalizzazioni – ha chiosato il presidente dei medici romani, Giuseppe Lavra, che – stanno disperdendo le competenze professionali".

Dalla stessa parte della barricata ci sono pure i consumatori, penalizzati anche loro dalla "lenzuolata" che ha liberalizzato le tariffe riducendo la qualità dei servizi.

Avvocati e professionisti: il post manifestazione

E ora? Che succede dopo la manifestazione? Mentre è avviato il dialogo istituzionale sull'equo compenso, dal palco, gli avvocati chiedono "una legge ad hoc per le professioni intellettuali" perché il ddl lavoro autonomo (Jobs Act) appena diventato legge non è sufficiente per gli iscritti agli ordini.

Serve tornare alle tariffe dunque che, a detta della presidente degli ingegneri romani, Carla Cappiello, "sono gli anticorpi del sistema che tutelano il cittadino e garantiscono la qualità delle prestazioni".

La manifestazione, insomma, è solo l'inizio di un nuovo percorso e la prossima tappa vedrà a metà giugno l'invito a Roma delle rappresentanze politiche.

Il Codacons annuncia class action al Tar Lazio

Intanto, anche il Codacons scende ufficialmente in campo a sostegno dei professionisti e annuncia una class action per ottenere l'annullamento dei provvedimenti che hanno abrogato le tariffe in Italia. "Il problema non è solo di architetti, avvocati e medici che hanno subito una riduzione del proprio fatturato, ma è anche e soprattutto delle famiglie – spiega in una nota il presidente Carlo Rienzi - le quali, a causa della scomparsa delle tariffe minime in Italia, ricevono un servizio che peggiora costantemente nel tempo".

L'abolizione dei minimi tariffari, prosegue il Codacons ha portato infatti "ad una giungla nel settore delle professioni, fallendo la sua missione: quella di aumentare la concorrenza incrementando la qualità delle prestazioni. Nella realtà si è verificata una corsa al ribasso delle tariffe sfruttando giovani laureati sottopagati e offrendo servizi sempre più ridotti e approssimativi allo scopo di contenere i costi".

Da qui la decisione di "passare alle vie legali – annunciando – un ricorso collettivo al Tar del Lazio contro i provvedimenti normativi che hanno abolito le tariffe minime in Italia".

(14/05/2017 - Marina Crisafi) Foto: 123rf.com
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