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Macron e Le Pen al ballottaggio: ecco come funziona il sistema elettorale francese

Un sistema profondamente diverso da quello italiano dove non c'è più il ballottaggio. Vediamo perchè
Elettore che inserisce la scheda nell'urna

Francia-Elezioni Presidenziali 2017- Macron e Le Pen al ballottaggio del 7 maggio

In Francia la corsa del primo turno per le Elezioni Presidenziali 2017 ha visto prevalere Emmanuel Macron esponente del neo-partito da lui stesso fondato En Marche!, e Marine Le Pen, Presidente del Fronte Nazionale. Entrambi sono già impegnati in vista dello scontro finale. Determinante sarà per loro assicurarsi le alleanze dei candidati uscenti.

Sconfitti dal confronto democratico del 23 aprile, ma non esclusi dalla volata per la corsa all'Eliseo dei due finalisti, sono risultati a sorpresa i partiti storici protagonisti incontrastati della vita politica francese degli ultimi 60 anni, Il Partito Socialista rappresentato da Benoît Hamon, e quello de I Repubblicani guidato da François Fillon.

Con il ballottaggio tra Macron e Le Pen il 7 maggio dunque i francesi sceglieranno chi guiderà la loro Nazione. Ma il sistema elettorale maggioritario a doppio turno vigente nel loro Paese, è suddiviso in due tornate elettorali per cui i cittadini saranno chiamai a breve anche ad eleggere la composizione del Parlamento con il rischio che la maggioranza selezionata possa risultare contraria allo schieramento politico del Presidente della Repubblica. Per evitare una "coabitazione" difficile tra Capo dello Stato e Rappresentanze Parlamentari la legge prevede che il mandato presidenziale possa venir ridotto da 7 a 5 anni.

Vediamo come funziona il sistema elettorale francese

La Differenza tra Repubblica Presidenziale, Repubblica Semipresidenziale e Repubblica Parlamentare

L'Ordinamento Politico Repubblicano ideato proprio in Francia durante la rivoluzione del diciottesimo secolo, negli anni 1789-1791, ha originato le principali leggi elettorali democratiche ascritte ai sistemi di governo conosciuti, il presidenziale, il semipresidenziale, ed il parlamentare, applicate in occasione di elezioni politiche ed amministrative.

Fondato sulla Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino, il sistema di governo proprio della Repubblica prevede la divisione dei poteri legislativo, esecutivo e giudiziario ed inoltre che la scelta dei rappresentanti popolari chiamati alla guida del Paese avvenga tramite elezioni a suffragio universale, diretto o rappresentivo.

Gli Stati Uniti d'America costituiscono il classico esempio di sistema presidenziale, la Francia presenta il sistema semipresidenziale tra i più evoluti d'Europa, mentre il sistema parlamentare caratterizza la politica e il governo dell'Italia. Le tre tipologie si identificano sostanzialmente come forme di democrazia rappresentativa.

In Francia il Presidente della Repubblica è la più alta carica dello Stato e detiene il potere esecutivo, ma non nella modalità esclusiva in cui avviene negli Stati Uniti d'America, e con maggiori poteri rispetto al nostro Presidente della Repubblica. Lo statista francese è previsto che condivida la propria responsabilità con il Primo Ministro, il quale, benché eletto dal Presidente stesso deve ottenere la fiducia del Parlamento, composto dall'Assemblea Nazionale e dal Senato.

Il meccanismo elettorale del semipresidenzialismo avvicina quello francese al sistema elettorale italiano benché l'elezione del Presidente della Repubblica d'Italia venga effettuata dai due rami del Parlamento, La Camera dei Deputati ed il Senato, tramite i rappresentanti dei maggiori partiti politici, eletti o meno attraverso le "Primarie", un confronto popolare che non manca mai né in America né in Francia e che ricorda il suffragio universale diretto, principio basilare della democrazia.

In sintesi la sovranità popolare in Italia viene esercitata dal Parlamento, negli Stati Uniti d'America dal Presidente e dal Congresso, in Francia dal Presidente, con un potere decisionale (nettamente inferiore a quello americano e superiore all'italiano), condiviso con il Parlamento. La crisi dei partiti storici, e l'attuale generalizzata disaffezione dei cittadini nei confronti della politica rende certo difficoltosa la coabitazione dei Poteri Politici e instabile il Governo di ogni Nazione.

Il sistema elettorale italiano (perché non c'è il ballottaggio)

La legge elettorale italiana attualmente in vigore è la legge n. 52/2015 (c.d. italicum).

Dopo l'intervento della Corte Costituzionale (sentenza n.35/2017) che ha dichiarato l'illegittimità dell'art. 1, comma 1, lettera f), è venuto meno il c.d. turno di ballottaggio.

Inizialmente la legge elettorale italiana prevedeva un sistema maggioritario con doppio turno e con un premio di maggioranza per chi ottiene il 40% dei voti (oggi tale percentuale va raggiunta direttamente al primo turno e senza ballottaggio.

(25/04/2017 - Redazione)
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