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Appalti: il Governo approva il nuovo codice. E le gare diventano più veloci

Breve excursus sulle novità contenute nella sanatoria
uomo di affari che passa testimone ad altro concetto appalti

di Valeria Zeppilli – Il Governo ha approvato ieri il correttivo alla riforma appalti, a circa un anno di distanza dall'emanazione del decreto legislativo numero 50/2016 di modifica del sistema dei contratti pubblici. Con l'obiettivo di aggiustare le storture dell'ultima riforma, il nuovo decreto si estende per 131 articoli (a fronte dei 200 che compongono il codice) apportando al sistema novità destinate a incidere decisamente sul mondo appalti. Ecco le principali.

Gare più veloci

Innanzitutto si semplificano le procedure, prevedendo la possibilità di confermare, dopo la loro scadenza, pareri, autorizzazioni e intese che le amministrazioni hanno già reso se il nuovo appalto si basa su progetti che non hanno subito variazioni.

Appalto integrato

Con riferimento all'appalto integrato, il nuovo decreto prevede che lo stesso resti possibile per i progetti preliminari o definitivi che alla data di entrata in vigore del codice siano già stati approvati. Il periodo transitorio si estende anche ai casi di urgenza.

Laddove si applica la nuova normativa, invece, al fine di arginare le pratiche elusive del divieto di appalto integrato è posto un limite minimo per poter ricorrere all'istituto del contraente generale, fissato in 150 milioni di euro.

Subappalto

Con riferimento al subappalto, viene confermato il limite per l'affidamento fissato al 30% sul totale dell'importo contrattuale.

Pagamenti

Per quanto riguarda i pagamenti, alle pubbliche amministrazioni viene fatto obbligo di emettere i certificati entro 45 giorni dall'approvazione dello stato di avanzamento lavori, per evitare che le PP.AA. tergiversino sul saldo delle fatture.

Compensi dei progettisti e varianti per errore progettuale

Il decreto si occupa poi dei compensi per i progettisti, introducendo l'obbligo di utilizzare i parametri per il calcolo dei compensi a base di gara.

Viene inoltre introdotta una stretta sulle varianti per errore progettuale, ammettendo la disciplina che le regolamenta solo entro i limiti del cd. de minimis.

Manodopera

Per la determinazione della base d'asta nel testo è poi inserita l'individuazione specifica del costo della manodopera.

Collaudatori

Venendo ai collaudatori, la possibilità di scelta da parte delle amministrazioni si restringe con la previsione dell'obbligo di attingere i nomi da un apposito albo.

Clausola sociale

L'applicazione della clausola sociale per gli appalti ad alta intensità di manodopera non è più considerata una scelta facoltativa, ma diviene un vero e proprio obbligo di legge.

Manutenzioni

Le opere di manutenzione che possono essere date in appalto sulla base di un progetto semplificato vengono limitate nel valore a massimo 2,5 milioni di euro, con la precisazione che la semplificazione non potrà riguardare i lavori di manutenzione straordinaria ma solo quelli di manutenzione ordinaria.

Tecnici in servizio presso le PP.AA.

Peraltro il decreto, innovando rispetto a quanto previsto nella sua bozza originaria, prevede la possibilità per i tecnici in servizio presso le PP.AA. di continuare a firmare i progetti anche se non sono iscritti al rispettivo albo professionale.

Dibattito pubblico

Venendo al dibattito pubblico, il testo approvato ieri dal Governo ne restringe l'ambito di applicazione ai progetti di fattibilità tecnico-economica, lasciando fuori i documenti delle alternative progettuali, che invece vi erano ricompresi nel testo approvato preliminarmente.

Ex trattative private

Nelle ex trattative private, il numero di imprese che vanno invitate alle procedure negoziate per i lavori il cui importo è compreso tra 150mila e un milione di euro viene fissato, senza scaglioni, a minimo 15. Per i servizi e le forniture, invece, le imprese sotto le soglie comunitarie aumentano da 5 a 10.

Criterio del prezzo più basso

Al ricorrere di determinate condizioni, la soglia di utilizzo del criterio del prezzo più basso per l'assegnazione delle opere sale da uno a due milioni.

A tal fine è necessario che l'appalto venga assegnato senza la possibilità che i costruttori intervengano sul progetto, con limitazione, quindi, del loro contributo a quello di esecuzione dei lavori. Inoltre si deve prevedere il metodo anti-turbativa, in forza del quale le offerte che presentano delle percentuali di ribasso inferiori o superiori alla media vengono escluse automaticamente.

Valutazione dei costruttori

Per quanto riguarda la qualificazione dei costruttori, il decreto prevede la possibilità di scegliere i cinque migliori anni di attività tra gli ultimi dieci esercizi e, per i requisiti aggiuntivi che sono previsti per gli appalti di valore superiore a 20 milioni di euro, si introduce la scelta tra i migliori esercizi degli ultimi cinque anni.

Direttori tecnici

Venendo ai direttori tecnici la sanatoria reintroduce la deroga per tutti coloro che, pur essendo privi di un idoneo titolo di studio, abbiano maturato esperienza concreta sul campo, necessaria per lo svolgimento del compito loro assegnato.

Riserva di posti per le Pmi

E' stata approvata la previsione di una riserva di posti per le piccole e medie imprese locali in caso di appalti di importo inferiore a mille euro.

Rating di impresa

Il decreto conferma la trasformazione del rating di impresa che l'Anac rilascerà valutando, tra le altre cose, anche la reputazione che i costruttori hanno conquistato sul campo. In ogni caso, il rating non è più previsto come obbligatorio ma come facoltativo e sarà premiato con dei punteggi aggiuntivi in sede di offerta.

Concessioni autostradali

Per le concessioni autostradali in scadenza sono accordati altri dodici mesi (per un totale complessivo di tre anni dall'entrata in vigore del codice e non più due) per avviare le gare. Ma non solo: il correttivo introduce anche una soluzione per dare copertura all'assegnazione di alcune autostrade in house.

In allegato la bozza di decreto

Bozza decreto correttivo appalti
Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Laureata a pieni voti in giurisprudenza presso la Luiss 'Guido Carli' di Roma con una tesi in Diritto comunitario del lavoro. Attualmente svolge la professione di Avvocato ed è dottoranda di ricerca in Scienze giuridiche – Diritto del lavoro presso l'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti – Pescara
(14/04/2017 - Valeria Zeppilli) Foto: 123rf.com
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