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Addio al ticket: allo studio il pagamento in base al reddito

Oggi l'incontro Lorenzin Regioni per trovare una soluzione condivisa sulla revisione del ticket sanitario
medico scrive

di Gabriella Lax - Addio al ticket? È allo studio un sistema per pagare le spese sanitarie in base al reddito. Il ticket sanitario, basato sull'idea della compartecipazione dei cittadini alla spesa sanitaria pubblica, è stato introdotto in Italia nel 1982 per sostenere l'assistenza sanitaria delle fasce più deboli. Tra il 2012 e il 2015 in Italia è diminuita la spesa pro capite per i ticket sanitari.

Ora, come annunciato nei giorni scorsi, il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, sta studiando la revisione del sistema con l'obiettivo di far pagare di più i ricchi e garantire così l'assistenza a tutti. A tal fine, oggi il ministro incontrerà i governatori delle regioni, che appoggiano il suo obiettivo. L'idea parte dal fatto che «i ticket valgono tre miliardi sui 113 del Fondo sanitario nazionale - per cui - c'è il margine per eliminare la tassa sulla salute». Il punto sarà evitare un aggravio della spesa per le regioni. Sul tavolo del ministero alcune ipotesi concrete di intervento di tipo "compensative".

Una soluzione riguarda la riforma delle detrazioni fiscali per farmaci e spese mediche. I contribuenti possono detrarre dalle imposte versate il 19% di queste spese. Le aliquote invece potrebbero variare in relazione al reddito personale, fino ad arrivare all'annullamento della detrazione per i redditi oltre una certa soglia. Le somme risparmiate servirebbero per eliminare i ticket. Ma la detrazione taglia fuori gli incapienti, cioè chi non paga tasse o ne paga talmente poche da non poter beneficiare dello sconto fiscale. A meno di non trovare una forma per monetizzarle, la revisione delle detrazioni sembra complessa.

Un'altra soluzione potrebbe essere individuare una franchigia in base al reddito (più alta per i redditi bassi e ridotta o annullata per quelli più alti), oltre la quale le prestazioni eccedenti sarebbero a pagamento.

Un'altra ipotesi è l'investimento del valore di 8 miliardi di euro per rivedere le attuali soglie di esenzione, che verrebbero spostate verso le fasce più deboli, come poveri e anziani. Potrebbe essere rivista al rialzo la soglia di reddito per gli over 65 anni, che oggi deve essere inferiore a 35 mila euro, e abbassata quella per i disoccupati e loro familiari a carico, che non deve essere superiore a 8.500 euro. Niente di diverso per chi riceve la pensione sociale e per chi possiede una pensione minima e ha più di 60 anni.

Ultima e meno probabile ipotesi di avviare una nuova revisione della spesa sanitaria. La responsabilità di manovra sarebbe delle singole regioni, che del resto amministrano autonomamente il ticket sulla spesa farmaceutica, sulle prestazioni specialistiche e sugli accessi al pronto soccorso, utilizzato per far quadrare i conti dei singoli sistemi regionali.

Leggi anche: "Sanità: addio ticket sui redditi più bassi"

Per approfondimenti vai alla guida sul ticket sanitario

(05/04/2017 - Gabriella Lax)
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