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Congedo parentale a ore 2017: come funziona?

Da qualche anno i lavoratori hanno la possibilità di godere del congedo anche solo per alcune ore senza perdere l'intera giornata lavorativa
padre che abbraccia i suoi tre figli

di Valeria Zeppilli – Da qualche anno il congedo parentale (sul quale vai alla guida "Il congedo parentale") può essere usufruito anche in maniera frazionata su base oraria.

Sostanzialmente, si tratta della possibilità di assentarsi dal lavoro anche soltanto per alcune ore (ad esempio quelle necessarie per portare il bambino a fare una visita medica o per assistere a una recita) quando non è necessario prendersi cura del bambino per tutta la giornata o non si è nelle condizioni di rinunciare a gran parte della retribuzione (il congedo parentale, infatti, comporta la perdita di gran parte o di tutto lo stipendio. A tal proposito leggi: "Congedi parentali: fino a che età sono retribuiti").

Normativa

Il cd. congedo parentale a ore, più in particolare, è stato introdotto dalla legge numero 228 del 24 dicembre 2012, con rinvio alla contrattazione collettiva del compito di stabilire sia le modalità con le quali è possibile usufruire di tale congedo, che i criteri di calcolo della base oraria di riferimento, che, infine, l'equiparazione di un determinato monte orario ad una giornata di lavoro.

Il Jobs Act, con il decreto legislativo attuativo numero 80/2015, ha successivamente precisato che se manca la contrattazione collettiva la possibilità per i genitori lavoratori dipendenti di fruire del congedo parentale a ore è possibile per un numero di ore pari al massimo alla metà dell'orario medio giornaliero del periodo di paga quadrisettimanale o mensile immediatamente precedente.

Come fare domanda

Per poter beneficiare del congedo parentale su base oraria è necessario presentare un'apposita domanda, che andrà comunque inviata con i medesimi canali previsti per la richiesta di congedo parentale "standard", ovverosia tramite web o contact center o con l'intermediazione del patronato.

Fa eccezione il caso delle lavoratrici e dei lavoratori assicurati con l'ex IPSEMA e che dipendono da datori di lavoro che non hanno scelto il pagamento delle indennità tramite conguaglio: per questi, infatti, la domanda va presentata in maniera cartacea.

Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Laureata a pieni voti in giurisprudenza presso la Luiss 'Guido Carli' di Roma con una tesi in Diritto comunitario del lavoro. Attualmente svolge la professione di Avvocato ed è dottoranda di ricerca in Scienze giuridiche – Diritto del lavoro presso l'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti – Pescara
(31/03/2017 - Valeria Zeppilli) Foto: 123rf.com
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