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Il mandato senza rappresentanza

Disciplina normativa e profili giurisprudenziali
martello con dietro un libro

Avv. Daniele Paolanti

Il contratto di mandato

Il mandato è quel contratto in virtù della quale un soggetto si obbliga ad eseguire uno o più atti giuridici per conto di un altro soggetto. Trova disciplina nel disposto dell'art. 1703 c.c. il quale così dispone: "Il mandato è il contratto col quale una parte si obbliga a compiere uno o più atti giuridici per conto dell'altra". Si tratta di un contratto consensuale ad effetti obbligatori e può essere con o senza rappresentanza. 

Il mandato con rappresentanza

Si ha mandato con rappresentanza quando un soggetto agisce in nome e per conto di un atro soggetto ed, in tal caso, il potere di agire è suggellato con un atto di conferimento denominato procura, con la quale viene appunto conferita la rappresentanza. In sintesi, la procura è un negozio unilaterale che consente al mandatario di agire in nome e per conto del mandante. 

Il mandato senza rappresentanza

Il mandato senza rappresentanza trova disciplina nel disposto dell'art. 1705 c.c. il quale così dispone: "Il mandatario che agisce in proprio nome acquista i diritti e assume gli obblighi derivanti dagli atti compiuti con i terzi, anche se questi hanno avuto conoscenza del mandato. I terzi non hanno alcun rapporto col mandante. Tuttavia il mandante, sostituendosi al mandatario, può esercitare i diritti di credito derivanti dall'esecuzione del mandato, salvo che ciò possa pregiudicare i diritti attribuiti al mandatario dalle disposizioni degli articoli che seguono". Di conseguenza, alla luce del prefato disposto normativo, è lecito ritenere che il mandatario che agisce in nome proprio ma per conto altrui assume gli obblighi che sono scaturiti dal rapporto con i terzi anche laddove questi fossero stati a conoscenza del mandato. In sintesi, nel mandato senza rappresentanza, gli atti posti in essere dal mandatario sono imputati direttamente a questi e non al mandante. Il mandante può agire finanche per i diritti di credito scaturenti dal rapporto a condizione che non vengano pregiudicati i diritti del mandatario.

La forma del mandato

La giurisprudenza è tendenzialmente proclive a ritenere che non sia richiesta una particolare forma per il contratto di mandato ma addirittura che esso possa desumersi finanche da fatti concludenti. Ora giova comunque precisare, come invece parte della dottrina ritiene che in determinati contesti, specie per quanto riguarda il mandato ad acquistare unità immobiliari, il rapporto di mandato debba essere suggellato da analoga forma di quella che è richiesta, sia ad substantiam che ad probationem, per il contratto che il mandatario deve concludere.

La giurisprudenza sul mandato senza rappresentanza

Procediamo ora, in tema di requisiti formali del mandato senza rappresentanza, con la disamina di una sentenza della Suprema Corte che pare abbia ammesso che "In ragione della ravvisata eadem ratio, si è ritenuto che il rigore della forma si imponga anche nella c.d. rappresentanza indiretta, pur in mancanza di norma espressa al riguardo, per tale via giungendosi alla conclusione che il mandato senza rappresentanza, sia ad acquistare che ad alienare beni immobili, deve rivestire la forma scritta (v. Cass., 10/11/2000, n. 14637). Più recentemente, peraltro, movendo dalla distinzione tra procura e mandato (la prima risolventesi nel conferimento ad un terzo del potere di compiere un atto giuridico in nome di un altro soggetto, e il secondo in un contratto in forza del quale una parte si obbliga a compiere uno o più atti giuridici nell'interesse di un'altra) si è escluso che il mandato con rappresentanza a vendere beni immobili sia soggetto all'onere della forma scritta ai sensi del combinato disposto di cui all'art. 1392 c.c. e art. 1350 c.c., comma 1, n. 1, argomentandosi dal rilievo che gli effetti del contratto di compravendita si producono in capo al rappresentato in forza del solo rapporto di rappresentanza, e non già del mandato, il quale assume un rilievo meramente "interno", e non anche "esterno", spiegando i propri effetti solo tra rappresentato e rappresentante, e non pure nei confronti dei terzi (v. Cass., 30/5/2006, n. 12848 e, da ultimo, Cass., 24/1/2012, n. 1007)" (Cassazione civile, sez. III, 02/09/2013, (ud. 14/02/2013, dep.02/09/2013), n. 20051).

Daniele PaolantiDaniele Paolanti - profilo e articoli
E-mail: daniele.paolanti@gmail.com Tel: 340.2900464
Vincitore del concorso di ammissione al Dottorato di Ricerca svolge attività di assistenza alla didattica.
(16/03/2017 - Avv.Daniele Paolanti)
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