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Prof scrivono al Governo: gli studenti non sanno l'italiano

Oltre 600 docenti e accademici italiani lanciano l'allarme a Parlamento e Governo
studente con orecchie di asino

di Gabriella Lax - I nostri studenti scrivono male in italiano. È questo l'allarme lanciato a parlamento e governo da oltre seicento docenti universitari, tra loro accademici, storici, filosofi, sociologi ed economisti, promossa dal Gruppo di Firenze per la scuola del merito e della responsabilità. «È chiaro ormai da molti anni che alla fine del percorso scolastico troppi ragazzi scrivono male in italiano, leggono poco e faticano a esprimersi oralmente». Si legge così nell'incipit della missiva indirizzata a presidente del Consiglio, ministra dell'Istruzione e Parlamento, fatta girare tra i docenti per raccogliere le firme. Ed ancora «Da tempo i docenti universitari denunciano le carenze linguistiche dei loro studenti (grammatica, sintassi, lessico), con errori appena tollerabili in terza elementare. Nel tentativo di porvi rimedio, alcune facoltà hanno persino attivato corsi di recupero di lingua italiana». Tra le possibili cause «il tema della correttezza ortografica e grammaticale è stato a lungo svalutato sul piano didattico». Secondo i docenti ciò che necessita è «una scuola davvero esigente nel controllo degli apprendimenti oltre che più efficace nella didattica, altrimenti né il generoso impegno di tanti validissimi insegnanti né l'acquisizione di nuove metodologie saranno sufficienti. Ci sono alcune importanti iniziative rivolte all'aggiornamento degli insegnanti, ma non si vede una volontà politica adeguata alla gravità del problema». 

Nella lettera, gli insegnanti non si limitano a prendere coscienza della situazione ma favoriscono dettagliate linee d'intervento per arrivare, «al termine del primo ciclo» di studi, ad un «sufficiente possesso degli strumenti linguistici di base da parte della grande maggioranza degli studenti». Le proposte riguardano: «una revisione delle indicazioni nazionali che dia grande rilievo all'acquisizione delle competenze di base, fondamentali per tutti gli ambiti disciplinari. Tali indicazioni dovrebbero contenere i traguardi intermedi imprescindibili da raggiungere e le più importanti tipologie di esercitazioni; l'introduzione di verifiche nazionali periodiche durante gli otto anni del primo ciclo: dettato ortografico, riassunto, comprensione del testo, conoscenza del lessico, analisi grammaticale e scrittura corsiva a mano. Sarebbe utile la partecipazione di docenti delle medie e delle superiori rispettivamente alla verifica in uscita dalla primaria e all'esame di terza media, anche per stimolare su questi temi il confronto professionale tra insegnanti dei vari ordini di scuola». Hanno firmato la missiva anche Massimo Cacciari e Roberto Esposito, Ernesto Galli della Loggia e Luciano Canfora, Carlo Fusaro e Paolo Caretti nonché gli accademici della Crusca.

(06/02/2017 - Gabriella Lax) Foto: 123rf.com
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