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Pensioni: fallito il part-time agevolato, al vaglio altre misure

Solo 200 richieste secondo i dati per l'uscita agevolata con orario ridotto
marito e moglie anziani che contano risparmi

di Redazione - Flop totale del part-time agevolato, che ad oggi ha visto solo 200 richieste contro le 30mila auspicate dal Governo. Un andamento negativo che segue quello del Tfr in busta, utilizzato da meno dell'1% della platea di potenziali destinatari. A prendere atto di questo insuccesso è lo stesso ministro del lavoro, Giuliano Poletti che certifica il mancato funzionamento della misura sperimentale messa in campo pochissimi mesi fa.

Una misura pensata, si ricorda, per i lavoratori che maturavano il requisito di vecchiaia (67 anni e 7 mesi di età e 20 anni di contributi) entro il 2018 che potevano andare in pensione con orario di lavoro ridotto (tra il 40% e il 60%) con un sostegno aggiuntivo allo stipendio e contribuzioni figurative versate (leggi: "Legge stabilità 2016: cos'è e come funziona il part-time agevolato"). 

Di fronte alle appena 200 domande ricevute dall'Inps, il titolare del welfare non ha potuto che attestare il fallimento del part-time, sebbene imputandolo anche al condizionamento del successivo progetto per la flessibilità in uscita (l'Ape, ancora, peraltro tutta da testare), affermando che ora "bisognerà ricorrere a strumenti diversi".

(05/02/2017 - Redazione) Foto: 123rf.com
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