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La pensione di reversibilità al coniuge divorziato

I casi in cui il coniuge divorziato ha diritto alla reversibilità
donna con vestito da sposa che chiede soldi al marito

Avv. Laura Bazzan

Quando il coniuge divorziato ha diritto alla pensione di reversibilità

Ai sensi dell'art. 9 c. 2 L. n. 898/70, come modificato dalla L. n. 74/87, in caso di divorzio, l'ex coniuge ha diritto a percepire la prestazione previdenziale di reversibilità qualora sia già titolare di assegno divorzile e non abbia contratto nuove nozze, sempre che il rapporto da cui trae origine il trattamento pensionistico sia anteriore alla sentenza di divorzio.

Secondo quanto precisato dalla giurisprudenza di legittimità, la titolarità dell'assegno divorzile, quale presupposto per il conseguimento della pensione di reversibilità, deve essere tenuta distinta da altre ipotesi di attribuzione in conseguenza dello scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, come la mera erogazione di una somma, anche rateizzata, ovvero il trasferimento di altri beni o diritti, il cui conferimento preclude il riconoscimento per il futuro di una nuova domanda a contenuto economico. La corresponsione dell'assegno divorzile in un'unica soluzione su accordo delle parti, più precisamente, essendo idonea a regolare stabilmente i rapporti economici tra le parti con soddisfacimento di qualsiasi obbligo di sostentamento nei confronti del beneficiario, è incompatibile con ulteriori prestazioni aggiuntive, ivi compresi i trattamenti pensionistici (cfr. Cass. n. 9054/2016).

La pensione di reversibilità in concorso tra coniuge divorziato e coniuge superstite

Se il coniuge assistito concorre con il coniuge superstite, l'attribuzione della pensione di reversibilità avviene per quote in ragione della durata del rapporto matrimoniale. Qualora l'utilizzazione del canone della durata legale dei rispettivi rapporti matrimoniali determini, nel caso concreto, un trattamento iniquo, la giurisprudenza ammette che possa aversi riguardo a criteri aggiuntivi (cfr. ex multis Cass. n. 20079/2004). Tra questi, in particolare, rientrano le condizioni economiche delle parti e l'entità dell'assegno alimentare. Poiché coniuge assistito e coniuge supersite risultano titolari di un pari ed autonomo diritto all'unico trattamento di reversibilità che l'ordinamento previdenziale riconosce al coniuge sopravvissuto, nell'ipotesi di decesso o successive nozze del coniuge supersite, il coniuge divorziato ha diritto all'intero trattamento di reversibilità (eventualmente in concorso con gli altri beneficiari: figli, nipoti, genitori, fratelli). Secondo quanto precisato dalla Corte di Cassazione a Sezione Unite con sentenza n. 159/1988, infatti, il coniuge divorziato che abbia ab origine diritto al trattamento di reversibilità è limitato solo quantitativamente dall'omologo diritto spettante al coniuge superstite e ciò che viene suddiviso tra i contitolari è l'entità del trattamento, non già il diritto allo stesso.

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(11/12/2016 - Avv.Laura Bazzan) Foto: 123rf.com

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