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Avvocati: niente notifiche in proprio se ci sono processi disciplinari pendenti

Per il CNF, il procedimento disciplinare è pendente al momento della contestazione degli addebiti
avvocato stupito che indossa una toga
di Lucia Izzo - Il Consiglio Nazionale Forense nel parere n. 68/2016 (qui sotto allegato), pubblicato il 25 novembre sul sito istituzionale si è espresso sulla possibilità che l'avvocato sia autorizzato a effettuare notifiche in proprio

Il CNF era stato interrogato dal Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Latina il quale chiesto come dovessero essere interpretati alcuni requisiti previsti dall'art. 7 della legge n. 53/1994 ai fini del rilascio dell'autorizzazione dell'avvocato a effettuare "notifiche in proprio".

In particolare, si tratta  di: "a) assenza di procedimenti disciplinari pendenti…; b) non avere riportato la sanzione disciplinare della sospensione dall'esercizio professionale o altra più grave sanzione".

A tal proposito il CNF precisa, in primis, che il procedimento disciplinare è pendente dal momento della contestazione degli addebiti, atto recettizio, ex art. 59, c. 1, lett. a) L. 247/2012 e art. 17, c. 1, regol. 21.2.2014, n. 2. 

Tanto si ricava dal principio costituzionale del contraddittorio (art. 24, c. 2) e dall'art. 7, comma 1, della L. 7.8.1990, n. 241, che, nel dettare norme generali in materia di procedimento amministrativo, dispone che l'avvio del procedimento è comunicato ai soggetti nei confronti dei quali il provvedimento finale è destinato a produrre effetti diretti ed a quelli che per legge devono intervenirvi.

L'attività compiuta dal COA e/o dal CDD prima della formale contestazione degli addebiti non produce, ai fini che qui interessano, la pendenza del procedimento disciplinare.

In secondo luogo, il COA è tenuto a verificare l'assenza di entrambi i requisiti negativi previsti dall'art. 7, L. 21.1.1994, n. 53 per il rilascio dell'autorizzazione ad effettuare "notifiche in proprio".
La norma, infatti, stabilisce che "l'avvocato o il procuratore legale, che intende avvalersi delle facoltà previste dalla presente legge, deve essere previamente autorizzato dal consiglio dell'ordine nel cui albo è iscritto".

Tale autorizzazione potrà essere concessa esclusivamente agli avvocati o procuratori legali che, per l'appunto, non abbiano procedimenti disciplinari pendenti e che non abbiano riportato la sanzione disciplinare della sospensione dall'esercizio professionale o altra più grave sanzione; l'autorizzazione dovrà essere prontamente revocata in caso di irrogazione delle dette sanzioni ovvero, anche indipendentemente dall'applicazione di sanzioni disciplinari, in tutti i casi in cui il consiglio dell'ordine, anche in via cautelare, ritenga motivatamente inopportuna la prosecuzione dell'esercizio delle facoltà previste dalla presente legge.
CNF, parere n. 68 del 25 maggio 2016
(01/12/2016 - Lucia Izzo) Foto: 123rf.com
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