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Addio definitivo alle buste di plastica per la spesa: la legge di delegazione europea in Gazzetta

Dal tetto alle commissioni sui pagamenti con carta al reato di corruzione tra privati, tutte le novità previste dalla legge e il testo in allegato
mano con su scritto divieto buste di plastica

di Marina Crisafi – Conto alla rovescia per le buste di plastica per la spesa. Ma non solo. Limiti alle commissioni per le operazioni di pagamento, nazionali e transnazionali, basate su carta; sanzioni penali per la corruzione tra privati, recepimento norme comunitarie antiriciclaggio; qualità della benzina e promozione delle fonti rinnovabili; e, ancora, gestione e prevenzione della diffusione delle specie esotiche invasive. Sono solo alcune delle principali novità previste dalla legge di delegazione europea 2015 (legge n. 170/2016, qui sotto allegata) che è approdata il 1 settembre scorso in Gazzetta Ufficiale per entrare in vigore dal 16 settembre prossimo.

Con tale legge, l'Italia recepisce una serie di direttive UE che ora spetterà al Governo adottare, esercitando la delega con l'emanazione dei decreti delegati nei tempi, spesso ristretti, previsti dalla legge stessa.

Ecco i principali contenuti del provvedimento:

Sacchetti di plastica addio

Secondo quanto prevede la legge di delegazione europea, entro due mesi l'Italia dovrà adeguarsi alla direttiva 2015/720 che impone la riduzione dell'utilizzo di borse di plastica in materiale leggero, oltre a dover avviare una campagna di informazione per aumentare la consapevolezza della gente rispetto all'impatto ambientale delle borse di plastica.

I c.d. shopper "leggeri" usati nei supermercati per contenere la spesa, che già oggi la legge impone siano in materiale completamente biodegradabile e compostabile, saranno quindi progressivamente ridotti entro sessanta giorni, probabilmente a favore dei sacchetti di cartone, già utilizzati dalle principali catene della Gdo e diffusi all'estero.

Nell'esercizio della delega, in particolare, il Governo dovrà attenersi a criteri e principi specifici, prevedendo: "la progressiva riduzione della commercializzazione delle borse di plastica fornite a fini di igiene o come imballaggio primario per alimenti sfusi diversi da quelli compostabili e realizzate, in tutto o in parte, con materia prima rinnovabile; una campagna di informazione dei consumatori "diretta ad aumentare la loro consapevolezza in merito agli impatti delle borse di plastica sull'ambiente e a eliminare la convinzione che la plastica sia un materiale innocuo e poco costoso, favorendo il raggiungimento degli obiettivi di riduzione dell'utilizzo di borse di plastica" nonché "programmi di sensibilizzazione per i consumatori in generale e di programmi educativi per i bambini, diretti alla riduzione dell'utilizzo di borse di plastica" e a fornire informazioni corrette sulle loro proprietà e sullo smaltimento.

Tetto alle commissioni di pagamento con carta

Saranno 12, invece, i mesi di tempo entro i quali l'Italia dovrà adeguarsi alle regole comunitarie sulle commissioni interbancarie per i pagamenti effettuati con carte di credito o bancomat.

In particolare, sulla base del regolamento Ue, devono essere applicati dei massimali uniformi delle commissioni sulle transazioni di pagamento nazionali e transnazionali effettuate in tutto il territorio dell'Unione.

Nella delega dovranno essere previste anche "sanzioni amministrative efficaci, dissuasive e proporzionate alla gravità delle violazioni degli obblighi contenuti nel regolamento", introducendo una disciplina omogenea che stabilisca l'entità delle sanzioni introdotte (minimo 30mila euro per le società o gli enti e minimo 5mila per le persone fisiche), nonché procedure di reclamo e risoluzione stragiudiziale delle controversie tra beneficiari e prestatori di servizi di pagamento, anche avvalendosi di procedure e di organismi già esistenti.

Etichette sugli alimenti

Sempre entro 12 mesi, l'Italia dovrà recepire le regole europee sulla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori nonché sulle diciture o marche che consentono di identificare la partita alla quale appartiene una derrata alimentare.

Nell'esercizio della delega, il Governo dovrà prevedere in particolare "l'indicazione obbligatoria nell'etichetta della sede e dell'indirizzo dello stabilimento di produzione o, se diverso, di confezionamento, al fine di garantire una corretta e completa informazione al consumatore e una migliore e immediata rintracciabilità dell'alimento da parte degli organi di controllo, anche per una più efficace tutela della salute, nonché gli eventuali casi in cui tale indicazione possa essere alternativamente fornita mediante diciture, marchi o codici equivalenti, che consentano comunque di risalire agevolmente alla sede e all'indirizzo dello stabilimento di produzione o, se diverso, di confezionamento".

Inoltre, fatte salve le fattispecie di reato vigenti, si dovrà adeguare il sistema sanzionatorio nazionale per le violazioni amministrative, individuando sanzioni efficaci, dissuasive e proporzionate alla gravità della violazione, demandando la competenza per l'irrogazione delle sanzioni amministrative allo Stato al fine di disporre di un quadro sanzionatorio di riferimento unico e di consentirne l'applicazione uniforme a livello nazionale, con l'individuazione dell'autorità amministrativa competente.

Qualità della benzina e promozione fonti rinnovabili

Altra delega al Governo riguarda l'attuazione delle direttive 2015/1513 e 2009/28/Ce, rispettivamente, sulla qualità della benzina e del combustibile diesel e sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili.

L'esecutivo, inoltre, è delegato ad attuare la direttiva relativa alla limitazione delle emissioni nell'atmosfera di inquinanti originati da impianti di combustione medi.

A tal fine, il Governo dovrà riordinare il quadro normativo degli stabilimenti che producono tali emissioni, razionalizzare le procedure autorizzative e ridurre i vigenti valori limite dell'emissione sulla base delle migliori tecnologie disponibili; oltre ad aggiornare il sistema delle sanzioni penali e amministrative previste per le violazioni.

Lotta alla corruzione nel settore privato

Entro tre mesi, invece, dovrà essere esercitata la delega recante le norme occorrenti per la lotta alla corruzione nel settore privato. Nello specifico, il Governo dovrà prevedere "che sia punito chiunque promette, offre o dà, per sé o per altri, anche per interposta persona, denaro o altra utilità non dovuti a un soggetto che svolge funzioni dirigenziali o di controllo o che comunque presta attività lavorativa con l'esercizio di funzioni direttive presso società o enti privati, affinché esso compia od ometta un atto in violazione degli obblighi inerenti al proprio ufficio". Dovrà prevedere inoltre che sia "punito chiunque, nell'esercizio di funzioni dirigenziali o di controllo, ovvero nello svolgimento di un'attività lavorativa con l'esercizio di funzioni direttive, presso società o enti privati, sollecita o riceve, per se' o per altri, anche per interposta persona, denaro o altra utilità non dovuti, ovvero ne accetta la promessa, per compiere o per omettere un atto in violazione degli obblighi inerenti al proprio ufficio". Sarà resa punibile anche l'istigazione alle condotte descritte e il reato di corruzione tra privati dovrà prevedere una pena della reclusione "non inferiore nel minimo a sei mesi e non superiore nel massimo a tre anni nonché la pena accessoria dell'interdizione temporanea dall'esercizio dell'attività nei confronti di colui che esercita funzioni direttive o di controllo presso società o enti privati".

Le altre novità

Tra le altre novità della legge di delegazione europea che tocca i più svariati ambiti si segnalano altresì: la prevenzione della diffusione delle specie esotiche invasive; la commercializzazione dei prodotti da costruzione e l'adeguamento alla disciplina comunitaria sui fondi di investimento europei (Eltif), organismi di investimento collettivo del risparmio "in grado di offrire rendimenti stabili in una prospettiva di lungo periodo in quelle attività, ascrivibili alla categoria di investimenti alternativi, che richiedono un impegno a lungo termine degli investitori". L'Unione ha fissato i requisiti sulle procedure autorizzative, le tipologie di investimento e le condizioni di funzionamento cui l'Italia dovrà adeguarsi.

Legge delegazione europea 2015
(04/09/2016 - Marina Crisafi) Foto: 123rf.com
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