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Tradimento: il marito incastra la moglie fedifraga con gli sms

Il legame coniugale e la convivenza per il Tribunale di Roma rappresentano un implicito consenso alla conoscenza di comunicazioni anche personali
uomo guarda sorpreso il proprio cellulare

di Valeria Zeppilli – Nell'era moderna, scoprire i tradimenti (così come tradire) è divenuto molto più semplice: i mezzi che le nuove tecnologie mettono a disposizione degli amanti per comunicare sono numerosi...ma anche poco "sicuri".

Soprattutto se si considera che il partner sospettoso, che con le sue indagini abbia scoperto un tradimento, può facilmente precostituirsi i mezzi di prova necessari per far addebitare all'altro la separazione (leggi in merito: "Avvocati: Gassani, quando il tradimento si scopre su Facebook"). 

Con la sentenza numero 6432/2016, ad esempio, il Tribunale di Roma ha considerato idonei ad attribuire la responsabilità dello scioglimento del matrimonio a uno dei due coniugi gli sms compromettenti che questi si era scambiato con il suo amante. 

Nel caso di specie, ad essere fedifraga era la moglie. 

Il marito, perplesso per molti comportamenti della donna, aveva approfittato della sua assenza per sbirciare all'interno del cellulare ed aveva così scoperto il tradimento: il contenuto dei messaggini era inequivocabile. Con la conseguenza che il testo degli stessi prodotto in giudizio ha dato all'uomo la magra consolazione di essere riuscito ad addebitare la separazione alla sua ex moglie. 

A tal proposito il giudice ha sottolineato che in simili casi non si deve ritenere violata la normativa a tutela della privacy. La convivenza e il legame matrimoniale, infatti, determinano un consenso implicito alla conoscenza di determinate comunicazioni personali

Se quindi il telefono è lasciato incustodito in casa, utilizzarlo per indagare su un presunto tradimento poi dimostratosi effettivo è perfettamente lecito. 

Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Laureata a pieni voti in giurisprudenza presso la Luiss 'Guido Carli' di Roma con una tesi in Diritto comunitario del lavoro. Attualmente svolge la professione di Avvocato ed è dottoranda di ricerca in Scienze giuridiche – Diritto del lavoro presso l'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti – Pescara
(13/07/2016 - Valeria Zeppilli) Foto: 123rf.com
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