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Equitalia: in liquidazione da gennaio e addio all'aggio

Lo prevede il disegno di legge all'esame della Commissione Finanze della Camera
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di Marina Crisafi – L'addio ad Equitalia, nonostante gli annunci e le successive smentite del premier dei giorni scorsi, potrebbe presto diventare realtà. A partire dal gennaio 2017 la società dovrebbe essere posta in liquidazione, confluendo in una direzione ad hoc creata all'interno dell'Agenzia delle Entrate che agirà con le medesime funzioni in ambito riscossione per l'erario e gli enti nazionali e locali che abbiano stipulato un'apposita convenzione per affidare i carichi iscritti a ruolo. A prevederlo è il disegno di legge, "Disposizioni per la liquidazione della società Equitalia Spa e il trasferimento delle funzioni in materia di riscossione all'Agenzia delle entrate" (qui sotto allegato) che è stato presentato nel 2014 ma che, come evidenziato dal quotidiano ItaliaOggi, è tornato prepotentemente alla ribalta tanto da essere calendarizzato in questi giorni presso la commissione finanze della Camera e il cui iter dovrebbe procedere celermente.

Ecco cosa prevede il testo:

La nuova direzione centrale della riscossione

Il testo prevede l'istituzione presso l'Agenzia delle entrate della Direzione centrale riscossione, con le funzioni di agente della riscossione per l'erario, per gli enti previdenziali e gli enti nazionali, ai sensi del d.p.r. n. 602/1973.

Gli enti territoriali possono affidare direttamente alla Direzione centrale riscossione i carichi iscritti a ruolo, sottoscrivendo apposita convenzione.

Le funzioni e il trasferimento del personale

Le funzioni esercitate da Equitalia sono trasferite in blocco, dalle risorse umane, finanziarie e strumentali ai rapporti giuridici, attivi, passivi e anche processuali, alla Direzione centrale riscossione. Mediante decreti del ministero dell'economia e delle finanze, inoltre, viene previsto il trasferimento ex lege e senza soluzione di continuità, del personale del concessionario unico, che vedrà garantito il riconoscimento della posizione giuridica, economica e previdenziale maturata alla data del trasferimento, e potrà anche essere distaccato presso gli enti territoriali che ne faranno richiesta per aiutarli a gestire in proprio la riscossione. Non ci saranno dunque né ulteriori concorsi né esuberi.

Contestualmente Equitalia sarà posta in liquidazione, con una fase transitoria di un anno, con funzioni di liquidatore assunte dall'amministratore delegato, e al termine del quale, l'eventuale capitale residuo verrà trasferito allo Stato.

Addio all'aggio

Le procedure di recupero coattivo continuano ad essere svolte, prevede il ddl, secondo le disposizioni del d.p.r. n. 602/1973. Le spese sostenute per le azioni cautelari e conservative, nonché per ogni altra azione prevista dalle norme ordinarie a tutela del creditore, sono poste a carico dell'ente creditore se il carico affidato in riscossione è annullato a seguito del provvedimento di sgravio o se è inesigibile; ovvero del debitore negli altri casi.

I costi per il funzionamento della Direzione centrale dell'Agenzia delle entrate sono coperti con il 4% del riscosso che sarà attribuito direttamente a carico dell'ente impositore se il pagamento avviene entro 120 giorni dalla notifica della cartella di pagamento, dell'avviso esecutivo dell'Agenzia delle entrate o dell'avviso di addebito dell'Istituto nazionale della previdenza sociale. Solo dopo tale termine saranno posti a carico del contribuente. Rimangono fermi gli interessi di mora e di maggiore rateazione, maturati sulle partite iscritte a ruolo dell'Agenzia delle entrate e verranno previsti rimborsi relativi alla riscossione effettuata per conto degli enti territoriali che ne hanno fatto richiesta, sulla base della convenzione stipulata.

Gli eventuali disavanzi o avanzi di gestione della Direzione saranno posti a carico o versati in favore del Ministero dell'economia e delle finanze.

Il disegno di legge sulla liquidazione di Equitalia
(09/07/2016 - Marina Crisafi) Foto: 123rf.com
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