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Multe all'estero: conviene pagarle tanto arrivano a casa

In vista dell'arrivo delle ferie, chi sceglie vacanze "on the road" deve prima conoscere le norme sulla circolazione che si applicano all'estero
uomo che guarda sorpreso la multa sul tergicristallo

di Valeria Zeppilli - Sempre più italiani negli ultimi anni stanno optando per le vacanze "on the road": avere la macchina, infatti, permette di spostarsi agevolmente da un luogo all'altro e di visitare un maggior numero di posti, anche quelli che non sono collegati bene con i mezzi pubblici. Alcuni partono direttamente in auto per recarsi all'estero, altri preferiscono la formula fly & drive, affittando la macchina dopo aver percorso la maggiore distanza con l'aereo. 

Tale scelta, però, deve essere fatta con grande consapevolezza delle norme che regolano la circolazione stradale nel paese meta delle proprie vacanze: se si prende una multa, infatti, bisogna comunque pagarla. 

In alcuni casi se si fa finta di nulla, la contravvenzione sarà recapitata a casa!

Ad esempio, un accordo tra Francia e Italia si è orientato a garantire anche in tal modo la sicurezza stradale.

Oltretutto nei paesi dell'Unione Europea, in generale, se si commette un'infrazione delle norme che regolano la circolazione stradale a bordo di un veicolo con targa e documenti esteri e si viene fermati immediatamente, è indispensabile pagare sul posto se non si vuole rischiare che il proprio mezzo sia sequestrato.

Nel caso infine in cui il veicolo sia stato noleggiato, non bisogna dimenticare che la multa arriva sì alla società di autonoleggio ma quest'ultima spesso la addebita direttamente sulla carta di credito del cliente, ricomprendendo nell'importo anche i costi di gestione della pratica.

Ciò detto, è a tal proposito interessante segnalare che in alcuni paesi del nord Europa e in Germania vige il cosiddetto sistema della "delazione", in forza del quale gli automobilisti possono denunciare via telefonino determinati comportamenti illegittimi tenuti alla guida e sollecitare, quindi, un successivo intervento della polizia.

Per quanto riguarda i telefonini, poi, se in generale il loro utilizzo mediante sistemi bluetooth è ammesso in quasi tutti gli Stati, non mancano ordinamenti (come quello dell'India) che vietano anche tale strumento per conversare via filo quando si è alla guida, non lasciando altra scelta che accostarsi e telefonare.

E che dire della guida in stato di ebbrezza? I limiti di tolleranza delle bevande alcoliche, infatti, variano da paese a paese, giungendo in alcuni casi a livello zero.

In particolare è assolutamente vietato mettersi alla guida anche se si è assunto un goccio di alcol in Romania, Slovacchia, Ungheria, Croazia, Repubblica Ceca ed Estonia.

Fuori dall'Italia, inoltre, sono molto più diffuse le auto civetta che misurano la velocità e i limiti da rispettare possono essere anche molto bassi. Ad esempio in Germania nelle zone residenziali si può procedere a massimo 30 km/h.

Se si è in possesso di un'auto un po' "vecchiotta" o la si affitta, poi, occorre verificare che essa possa circolare nei luoghi scelti per le vacanze. Talvolta per i veicoli con immatricolazioni risalenti nel tempo esigenze di salvaguardia dell'ambiente impongono ad alcune amministrazioni cittadine di limitare le fasce orarie di circolazione consentita.

Si segnala che, in ogni caso, il sito Viaggiare Sicuri del Ministero degli Affari Esteri mette a disposizione indicazioni su molte delle normative vigenti all'estero in materia di circolazione stradale.


Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Laureata a pieni voti in giurisprudenza presso la Luiss 'Guido Carli' di Roma con una tesi in Diritto comunitario del lavoro. Attualmente svolge la professione di Avvocato ed � dottoranda di ricerca in Scienze giuridiche � Diritto del lavoro presso l'Universit� 'G. D'Annunzio' di Chieti � Pescara
(23/07/2016 - Valeria Zeppilli) Foto: 123rf.com
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