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Cani randagi: l'Aidaa denuncia in procura il premier

Aperto fascicolo di indagine alla procura di Roma nei confronti di Renzi
cani

di Marina Crisafi - La procura della Repubblica di Roma ha aperto un fascicolo di indagine nei confronti del presidente del consiglio, in seguito alla denuncia presentata nei giorni scorsi dall'Associazione italiana difesa animali e ambiente (Aidaa) per illeciti relativi al problema del randagismo.

A darne notizia è la stessa Aidaa in una nota, evidenziando come in tutta Italia, e soprattutto nelle isole e nel Sud, i cani randagi sono un fenomeno diffuso. Si parla, infatti, di oltre mezzo milione di cani liberi (secondo altre stime arriverebbero addirittura a 750mila) allo stato brado con trend in crescita.

La legge n. 281/1991 (e le norme successive) danno al Governo il compito di indirizzare le politiche di tutela degli animali e di provvedere economicamente ai fondi regionali per la sterilizzazione degli animali randagi.

Non adempiere a tale legge – sostiene l'Aidaa – "è un reato penale e il governo Renzi è inadempiente totalmente in quanto i fondi stanziati non solo sono insufficienti ma sono ridicoli".

Per questi motivi l'associazione ha presentato denuncia penale alla procura di Roma contro il capo del governo con lo scopo di obbligare l'esecutivo "a fare quello che la legge obbliga a fare – afferma Lorenzo Croce, firmatario della denuncia, in quanto - il problema del randagismo è noto a tutti e lo stesso governo che ogni anno fa campagne contro l'abbandono peccato che poi non adempia ai propri doveri e lasci tutto nelle mani dei volontari sul territorio (…) e delle associazioni che da sole certamente non ce la fanno a far fronte alle necessarie sterilizzazioni".

(17/04/2016 - Marina Crisafi)
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