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Far fare outing a un alunno in classe è reato

Per la Cassazione, la condotta dell'insegnante integra il reato di abuso dei mezzi di correzione
adolescenti che fanno i bulli nei confronti di un compagno

di Marina Crisafi - L'alunna maltratta un compagno ripetutamente e l'insegnante le fa fare outing di fronte a tutti, costringendola ad autodefinirsi "bulla". La donna pensa così di aver risolto la difficile situazione e invece si ritrova ad essere condannata per il reato di abuso dei mezzi di correzione. Trascinata in giudizio, la sua condotta viene ritenuta dai giudici di merito assolutamente sproporzionata e perciò sanzionata con 20 giorni di reclusione oltre al risarcimento del danno alla giovane allieva per le ripercussioni provocate sulla sua salute psichica.

L'insegnante ricorre per Cassazione, ma a nulla valgono le sue obiezioni tese a dimostrare lo scopo pedagogico perseguito, ossia quello di spingere la ragazza ad assumersi le proprie responsabilità per le angherie messe in atto ai danni del povero compagno di classe.

Gli Ermellini, infatti (cfr. sentenza n. 12280/2016, depositata il 22 marzo e qui sotto allegata), concordando con i giudici di merito, non hanno dubbi sull'abuso compiuto dalla maestra, la cui scelta, troppo dura nei confronti dell'allieva, integra senz'altro la fattispecie di cui all'art. 571 c.p. che contempla una nozione di pericolo nella quale rientra "ogni conseguenza rilevante sulla salute psichica dei soggetto passivo, dallo stato d'ansia all'insonnia, dalla depressione ai disturbi del carattere e dei comportamento".

Quanto alla doglianza relativa all'eccessiva misura del risarcimento del danno, per il Palazzaccio, il ragionamento seguito dalla corte d'appello, che ha ridotto la misura del risarcimento in favore della minore da 5mila a 2mila euro, "tenuto conto del carattere transitorio del disagio psicologico dalla stessa sofferto" non fa una piega.

Da qui la conferma dell'entità del risarcimento, nonché della sanzione penale della reclusione, sostituita con pena pecuniaria pari a 1.500 euro da versare in favore della Cassa delle ammende.

Cassazione, sentenza n. 12280/2016
(24/03/2016 - Marina Crisafi) Foto: 123rf.com
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