Sei in: Home » Articoli

Assegno di invaliditā: per ottenerlo non basta accertare la generica riduzione della capacitā di lavoro

Irrilevante il solo dato biologico. Occorre accertare la riduzione della specifica capacitā in occupazioni confacenti alle attitudini dell'assicurato
uomo di affari invalido sulla sedia a rotelle
di Lucia Izzo - Ai fini del riconoscimento dell'assegno di invaliditā non basta rilevare la sola riduzione della capacitā di lavoro, ma č necessario valutare la personalitā professionale dell'assicurato.
Lo ha chiarito la Corte di Cassazione, sezione lavoro, nella sentenza n. 4710/2016 (qui sotto allegata) a seguito di impugnazione del provvedimento con cui la Corte d'Appello di Roma aveva riconosciuto ad un lavoratore l'assegno di invaliditā.

Contro tale pronuncia l'Inps propone ricorso dinanzi ai giudici di legittimitā che trova parziale accoglimento, consentendo al Collegio di esporre i parametri per il riconoscimento e l'erogazione della prestazione.

La nuova nozione di invaliditā pensionabile introdotta dalla legge 12 giugno 1984 n.222, spiegano i giudici, č ancorata non alla generica riduzione della pura e semplice capacitā di lavoro quale dato meramente biologico, ma alla riduzione di tale specifica capacitā in occupazioni confacenti alle attitudini dell'assicurato.

Pertanto, ai fini dell'accertamento della detta invaliditā, č pur sempre necessario considerare in concreto le condizioni del soggetto protetto, tenendo conto della etā, della formazione e personalitā professionale in guisa tale da valutare la possibilitā di continuare nelle mansioni in concreto svolte o di svolgere attivitā diverse da quelle espletate.

La valutazione della nozione di invaliditā ex lege 222/84 va, dunque, ancorata al parametro della specifica personalitā professionale dell'assicurato. Di qui, l'impossibilitā tecnica di far ricorso ad un sistema di tabelle che stabiliscano un automatico confronto fra infermitā o difetto fisico o mentale, e la possibile riduzione della capacitā di lavoro generica.

Il giudice del rinvio, a seguito della cassazione della sentenza, dovrā tenere presente che "il parametro dell'invaliditā civile non puō essere utilizzato - nella valutazione dell'invaliditā ex lege n.222/84 - neanche come guida di massima, ove, nell'ambito di questa diversa valutazione, non si dia espressa ragione dell'adeguamento del parametro concernente la capacitā lavorativa all'oggetto specifico della diversa invaliditā da valutare (capacitā di lavoro in occupazioni confacenti alle attitudini dell'assicurato)".
Cass., sez. Lavoro, sent. 4710/2016
(15/03/2016 - Lucia Izzo) Foto: 123rf.com
In evidenza oggi:
» L'avvocato ora č in affitto!
» Negozi chiusi la domenica: la proposta di legge
» Guida legale sulla responsabilitā disciplinare dei magistrati
» Assegno di mantenimento: detrae solo chi versa
» La responsabilitā penale dei magistrati

'codice widgetpack temporaneamente spostato nella raccolta codici
Newsletter f g+ t in Rss