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Arriva il piano antismog: limite di 30 km/h in città e case più fredde

Siglato l'accordo con il ministro dell'Ambiente. 12 milioni in campo per il trasporto pubblico
smog nel cielo con fabbriche sullo sfondo

di Marina Crisafi - Limite massimo di 30 km/h nei centri abitati e case, scuole e uffici un po' più freddi, con l'abbassamento di due gradi del riscaldamento. Sono queste le misure immediate che scatteranno dopo 7 giorni di sforamento dei tetti sulle polveri sottili, grazie al c.d. piano antismog, siglato ieri a Roma tra il ministro dell'Ambiente, Gianluca Galletti, i governatori e i sindaci delle grandi città soffocate dall'inquinamento.

Il piano è finalizzato a mettere a punto una "strategia" nazionale per fronteggiare l'emergenza, che ancora in città come Milano e Roma, nonostante i diversi giorni di blocco del traffico non si placa, ma anche a prevedere interventi destinati ad operare nel medio e nel lungo periodo.

Ecco in pillole le misure principali:

Breve periodo: dopo 7 giorni d'emergenza smog, decidono i sindaci

Abbassamento dei limiti di velocità di 20 km orari nelle aree urbane ed anche nelle autostrade vicine ai centri abitati (arrivando quindi a 30 km/h massimo), abbattimento di due gradi della temperatura di riscaldamento negli edifici (privati e pubblici), ma anche sconti su autobus e mezzi pubblici grazie a un fondo di 12 milioni di euro per i comuni e limitazione dell'utilizzo di biomasse per i caloriferi.

Sono queste le 4 misure che verranno applicate in fase di contingenza direttamente dai primi cittadini.

Secondo il piano, infatti, saranno i comuni ad avere mano libera decidendo di far scattare le misure dopo 7 giorni di sforamento dei tetti di polveri sottili.

Medio e lungo periodo: nasce il Comitato centrale ambientale

La seconda parte del protocollo firmato anche da Anci e conferenza delle regioni, è dedicata alla programmazione.

In parallelo agli interventi di breve periodo, con la firma del documento di ieri, sono state discusse anche alcune misure strutturali. Tra cui l'annuncio della nascita di un comitato centrale, coordinato dal Governo, con il compito di individuare interventi vincolanti per il lungo periodo, come la realizzazione di una rete di ricarica elettrica, l'efficientamento energetico degli edifici, incentivi alla rottamazione e al verde pubblico, il rinnovamento del parco mezzi pubblici con veicoli a basse emissioni, e ancora, la riduzione dell'uso di fertilizzanti azotati. Il tutto, grazie alla spesa delle risorse già esistenti, pari a 405 milioni a disposizione del ministero dell'ambiente, oltre alle misure provenienti dalla legge di Stabilità 2016 (proroga ecobonus, detrazioni condomini, risorse piste ciclabili), per un totale di circa un miliardo di euro.

Soddisfatti e insoddisfatti

Soddisfatto il ministro dell'ambiente che con questo protocollo spera di mettere fine "alla babele dei provvedimenti in materia di smog" in favore di una risposta coordinata e di sistema.

Soddisfatti anche i primi cittadini, l'Anci e le Regioni, che hanno accolto positivamente la riunione di ieri, insistendo sul coordinamento tra le varie amministrazioni sulle misure da prendere, salutando con ottimismo la prima volta di una "strategia nazionale" e di linee guida omogenee.

Ma per molti, resta lampante la necessità di individuare ulteriori risorse.

Tra gli insoddisfatti, il governatore lombardo, Roberto Maroni, per il quale i fondi sono insufficienti e servirebbero "tre zeri in più".

A favore della necessità di risorse extra, anche il presidente dell'Emilia Romagna e della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, che insiste sullo studio della possibilità di istituire "un fondo straordinario per la rottamazione dei mezzi pubblici e privati più inquinanti".

(31/12/2015 - Marina Crisafi)
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