Sei in: Home » Articoli

Se vieni morso o attaccato da un cane randagio hai diritto al risarcimento?

I Comuni e le ASL hanno il compito di prevenire il randagismo ed eliminare i rischi per i cittadini
cane triste id10209
di Valeria Zeppilli – Nelle strade delle città non è raro incontrare dei cani che vagano senza un padrone.

Da soli o in branco, gli animali non sempre sono così mansueti come ci si attenderebbe da un "amico a quattro zampe".

Purtroppo la fame e lo stato selvaggio in cui i randagi sono costretti a crescere rischia di rendere i quadrupedi troppo aggressivi...e crea un rischio per i passanti.

In realtà, nel nostro ordinamento tale rischio è astrattamente arginato dalla legge numero 281 del 1991 volta alla prevenzione del randagismo.

In particolare, tale legge affida ai Comuni il compito di risanare i canili esistenti e costruire dei nuovi rifugi per cani.

Ai servizi veterinari delle unità sanitarie locali, invece, sono affidate le attività di profilassi e controllo igienico-sanitario e di polizia veterinaria.

Il compito di disciplinare le misure di attuazione delle funzioni di ASL e Comuni è, infine, affidato alle Regioni, le quali vi hanno provveduto con apposite leggi.

Da tale ripartizione è chiaro che pedoni, ciclisti e motociclisti che sono aggrediti dai cani randagi non restano di certo privi di tutela.

Essi possono infatti essere risarciti dei danni subiti per violazione del principio del neminem laedere di cui all'articolo 2043 del codice civile..e nel farlo potranno rivolgersi sia ai Comuni che alle ASL.

Ai Comuni ci si può rivolgere legittimamente in quanto essi, nei casi come quello in esame, hanno evidentemente trascurato di adottare le cautele necessarie per rimuovere il potenziale pericolo rappresentato dai cani randagi.

A tal proposito, emblematica è la sentenza numero 17528/2011 della Corte di cassazione, in base alla quale "i compiti di organizzazione, prevenzione e controllo dei cani vaganti spettano ai Comuni, tenuti anch'essi, in correlazione con gli altri soggetti pubblici (e non) indicati dalla legge, ad adottare concrete iniziative e assumere provvedimenti volti ad evitare che animali randagi possano arrecare danno alle persone nel territorio di competenza. Il Comune risponde delle aggressioni subite dal cittadino dai cani randagi. Spettano, infatti, all'ente locale i compiti di organizzazione, prevenzione e controllo degli animali vaganti, smarriti o scomparsi".

Alle ASL, invece, ci si può rivolgere in quanto, come visto, sono i servizi veterinari a dover provvedere concretamente alla cattura dei cani, al loro ricovero nei canili municipali, alla sterilizzazione e alla reimmissione.

Insomma, l'augurio è quello di non trovarsi mai in una situazione del genere...ma, a mali estremi, una tutela c'è!

Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Laureata a pieni voti in giurisprudenza presso la Luiss 'Guido Carli' di Roma con una tesi in Diritto comunitario del lavoro. Attualmente svolge la professione di Avvocato ed è dottoranda di ricerca in Scienze giuridiche – Diritto del lavoro presso l'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti – Pescara
(22/12/2015 - Valeria Zeppilli)
Le più lette:
» Il reato di ricettazione
» Opposizione a decreto ingiuntivo: inammissibile per nullità della notifica via pec
» Il permesso di soggiorno
» Avvocati: prestazione sospesa se il cliente non paga
» Addio assegno di divorzio per l'ex autosufficiente anche se il marito è miliardario
In evidenza oggi
Condominio: l'acqua non si stacca ai morosiCondominio: l'acqua non si stacca ai morosi
Accedere all'email altrui è reato anche se si conosce la passwordAccedere all'email altrui è reato anche se si conosce la password

Puoi trovare o lasciare commenti anche nei post che trovi nella nostra Pagina Facebook
Newsletter f g+ t in Rss
Print Friendly and PDF