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ResponsabilitÓ dell'avvocato: Cassazione, niente risarcimento al cliente se non dimostra che una condotta diligente avrebbe arrecato un effettivo vantaggio

Occorre un valutazione prognostica positiva circa il probabile esito favorevole dell'azione giudiziale
La responsabilitÓ professionale dell'avvocato nei confronti del proprio cliente presuppone che sia data la prova del danno e del nesso causale tra la condotta negligente e il pregiudizio subito. 

Lo afferma la terza sezione civile della Cassazione (Sentenza n. 10526/2015) spiegando che Ŕ necessario verificare, secondo un giudizio probabilistico, se la condotta alternativa del professionista avrebbe potuto effettivamente determinare un vantaggio per il cliente. 

Come si legge nel testo della sentenza, l'affermazione della responsabilitÓ per colpa professionale di un avvocato implica "una valutazione prognostica positiva circa il probabile esito favorevole dell'azione giudiziale che avrebbe dovuto essere proposta e diligentemente seguita; tale giudizio, da compiere sulla base di una valutazione necessariamente probabilistica, Ŕ riservato al giudice di merito" la cui decisione non sindacabile in Cassazione se adeguatamente motivata ed immune da vizi logici.

Il cliente aveva lamentato tra le altre cose anche l'ingiustificata lunghezza della causa dovuta a una presunta negligenza e il ritardo nel porre in esecuzione un ordinanza di rilascio di un immobile.

Cassazione Civile, testo sentenza 10526/2015
(05/06/2015 - N.R.)
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