Via libera agli insulti nei confronti dei vicini di casa che hanno l'abitudine di dare cibo ai gatti randagi. Per quanto riprovevoli, infatti, le ingiurie saranno legittimate dall'aver agito 'in stato d'ira' per 'il fatto ingiusto altrui'. Lo ha sancito la Corte di Cassazione che ha annullato la condanna per ingiurie continuate inflitta a Rosalba Z., una 47enne di Benevento che aveva insultato la vicina di casa per aver dato spesso cibo ai gatti randagi nel terrazzo condominiale. Assolta dal Tribunale di Benevento, la signora Rosalba si era vista condannare dalla Corte d'appello di Napoli nel gennaio del 2003 per ingiurie continuate nei confronti della condomina Giulia Z. del tutto ingiustificate, ad avviso dei giudici di merito, le ingiurie di Rosalba nei confronti di Giulia poiche' il dare 'abitualmente cibo ai gatti randagi non poteva considerarsi illegittimo e neppure disdicevole'.
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