Avv. Roberto Cataldi |

Cassazione: no alle offese tra condomini. Anche la parola "bandito" è reato

Giro di vite della Cassazione contro i condomini maleducati. D'ora in avanti bisognerà fare attenzione a moderare i termini durante le assemblee condominiali perché si rischia una condanna per ingiuria aggravata. La suprema Corte, (sentenza 5339/2010) ha infatti avvertito: le offese ai condomini mediante espressioni ingiuriose sono vietate anche avvengono nel corso di accese assemblee condominiali. Non può essere tollerata l'abitudine dilagante del prendersi a male parole e per la Corte anche la parola 'bandito' pronunciata durante una lite configura un ipotesi di reato. La sentenza è della V sezione penale della Corte che ha confermato una condanna per ingiuria aggravata nei confronti di un anziano che durante l'assemblea aveva dato del bandito a un suo dirimpettaio.

Altre informazioni su questa sentenza

Dopo la condanna da parte dei giudicid i merito la difesa dell'anziano ha tentato di annullare la condanna in Cassazione sostenendo che l'espressione 'bandito' non era altro che ''la manifestazione di uno sfogo critico da parte di chi si sentiva vessato da una situazione offensiva e pregiudizievole per i suoi interessi di condomino''. Il ricorso però è stato respinto giacché la Corte ha rilevato che ''il mero contesto dell'assemblea condominiale, per quanto infuocato, non puo' di per se' dare corpo alla causa di non punibilita' della reciprocita' delle offese o dello stato d'ira per un fatto ingiusto altrui''. Al di la' dell'espressione ''obiettivamente offensiva'' rivolta al condomino, spiega la Corte, l'imputato non ha nemmeno allegato precise contrapposte espressioni ingiuriose pronunciate dall'altra parte, ossia dalla persona offesa. L'aver dato del 'bandito' al vicino di casa oltre alla condanna per ingiuria aggravata, è costata all'anziano condomino il pagamento di 1.000 euro per avere fatto perdere tempo alla giustizia.


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