La lotta contro gli evasori fiscali potrebbe portare vantaggi concreti per i contribuenti che invece le tasse le pagano. Il Consiglio dei Ministri infatti sta per varare un decreto di semplificazione fiscale che pur non affrontando una riforma organica dovrebbe porre le basi per una futura riduzione delle imposte.
Si ipotizza in particolare la costituzione di un fondo dove dovrebbero confluire le somme ricavate dalla lotta all'evasione. Tali somme dovrebbero essere poi destinate alla riduzione dell'Irpef.
Il presidente del consiglio Mario Monti ha indicato quelli che sono gli obiettivi: da un lato mettere da parte le risorse necessarie e poi procedere con la riduzione delle tasse.
Per il momento bisogna aspettare, spiega il premier, spiegando che per il momento il CDM si occuperà solo della semplificazione fiscale e non di una riforma fiscale ma ribadisce che le risorse che arriveranno dalla lotta all'evasione dovranno costituire un beneficio per tutta la collettività.
"Ci attendiamo - spiega Monti - robusti benefici, sia per gli strumenti messi a disposizione" delle autorita' competenti sia "per il cambiamento di psicologia".
Per la riduzione delle tasse spiega Monti non è detto che si debba attendere il 2014. Forse qualcosa si potrà concedere anche prima.
Altri due aspetti chiave della partita fiscale restano fuori dal decreto ma vengono comunque affrontati a Bruxelles da Monti, i rapporti fiscali con la Svizzera e il delicato dossier Ici-Chiesa. Sul primo fronte, il premier ribadisce la discontinuita' rispetto al passato: "ai condoni non vogliamo proprio pensare", scandisce, riferendosi proprio alla possibilita' di un accordo con la Svizzera. "Quello che puo' sembrare un attacco alla grande evasione puo' essere un condono, come avvenuto con lo scudo che abbiamo in parte riaperto", spiega. Sul capitolo Ici-Chiesa, e' invece necessario riflettere' ancora e Monti chiede eloquentemente ''scusa" se intende prendersi i suoi "tempi di riflessione''. Anche se l'emendamento sull'imposizione dell'Ici alla Chiesa "e' in dirittura d'arrivo", la richiesta e' quindi di avere "pazienza" sull'argomento, che e' oggetto di riflessione. "E' totalmente comprensibile e oggettivamente utile che il pubblico e la stampa siano impazienti", premette il presidente del Consiglio, aggiungendo che "c'e' tempo per fare le cose...". E' un po', ricorda, "come decidere le Olimpiadi all'ultimo giorno, chiediamo scusa se ci prendiamo un po' di giorni di riflessione, abbiamo articolato la nostra riflessione sulla procedura per gli aiuti di stato e siamo arrivati a una soluzione". Monti, quindi, non vuole fare annunci ma lascia comunque aperta la porta ad una sorpresa dell'ultimora: "non so ancora dire, ma qualcuno di sicuro a Palazzo Chigi lo sa, se viaggia sul decreto di venerdi', comunque e' in dirittura d'arrivo".
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Il premier si riferisce all'articolo della bozza del decreto che prevede che dal 2014 le maggiori entrate da lotta a evasione vadano, nel rispetto degli obiettivi di finanza pubblica, alla riduzione delle tasse per le fasce piu' deboli, con particolare riferimento all'incremento delle detrazioni fiscali per i familiari a carico. Il governo, spiega Monti, si muove "con i piedi di piombo" e proprio per questo "non ha contabilizzato i benefici della lotta all'evasione" e per vedere un beneficio ''quantitativo'' per i contribuenti ''bisogna aspettare un momento''. Cautela, dunque. Ma anche determinazione a raggiungere l'obiettivo. L'azione di lotta all'evasione, assicura, ''sara' vigorosa'' e lo dimostra la decisione, da subito, di costituire un fondo per raccogliere le risorse. Le intenzioni del governo si traducono da subito in misure concrete. Nel decreto sono infatti diverse quelle mirate ad una ulteriore stretta. L'Agenzia delle Entrate elaborera' liste selettive di evasori, ripetutamente segnalati per violazione dell'obbligo di emissione della ricevuta o scontrino fiscale. Arrivano poi multe salate per chi porta capitali all'estero illegalmente, con un meccanismo che incrementa la sanzione fino al 40% secondo la quantita' di denaro esportato. Chiusura d'ufficio, poi, per le partite iva inattive. Arrivano anche gli ispettori-giocatori nelle sale da gioco: l'amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, "e' autorizzata a costituire, avvalendosi di risorse proprie, un fondo destinato alle operazioni di gioco a fini di controllo, di importo non superiore a cento mila euro annui". Importanti, evidenzia Monti, anche i benefici per i contribuenti che deriveranno da un sistema fiscale piu' semplice.Altri due aspetti chiave della partita fiscale restano fuori dal decreto ma vengono comunque affrontati a Bruxelles da Monti, i rapporti fiscali con la Svizzera e il delicato dossier Ici-Chiesa. Sul primo fronte, il premier ribadisce la discontinuita' rispetto al passato: "ai condoni non vogliamo proprio pensare", scandisce, riferendosi proprio alla possibilita' di un accordo con la Svizzera. "Quello che puo' sembrare un attacco alla grande evasione puo' essere un condono, come avvenuto con lo scudo che abbiamo in parte riaperto", spiega. Sul capitolo Ici-Chiesa, e' invece necessario riflettere' ancora e Monti chiede eloquentemente ''scusa" se intende prendersi i suoi "tempi di riflessione''. Anche se l'emendamento sull'imposizione dell'Ici alla Chiesa "e' in dirittura d'arrivo", la richiesta e' quindi di avere "pazienza" sull'argomento, che e' oggetto di riflessione. "E' totalmente comprensibile e oggettivamente utile che il pubblico e la stampa siano impazienti", premette il presidente del Consiglio, aggiungendo che "c'e' tempo per fare le cose...". E' un po', ricorda, "come decidere le Olimpiadi all'ultimo giorno, chiediamo scusa se ci prendiamo un po' di giorni di riflessione, abbiamo articolato la nostra riflessione sulla procedura per gli aiuti di stato e siamo arrivati a una soluzione". Monti, quindi, non vuole fare annunci ma lascia comunque aperta la porta ad una sorpresa dell'ultimora: "non so ancora dire, ma qualcuno di sicuro a Palazzo Chigi lo sa, se viaggia sul decreto di venerdi', comunque e' in dirittura d'arrivo".





