Emanuele Ameruso |

Cassazione: stop alle tesi di laurea copiate da internet

Il fenomeno dei lavori plagiati è destinato a crescere esponenzialmente, come già sta accadendo in Italia da anni, per mezzo della diffusione della rete internet, che è uno strumento di lavoro indispensabile, al fine di reperire informazioni, ma al contempo offre opportunità palesi di copiare il lavoro altrui, con estrema facilità e con grande difficoltà nel verificarne l'autenticità o meno. Il problema è stato richiamato dalla Corte di Cassazione, che con sentenza delle Terza sezione penale ha voluto lanciare l'allarme, a proposito di una tesi di laurea copiata. Il caso scoppia in Sardegna, dove nell'anno accademico 2001-2002, uno studentessa di Medicina e Chirurgia, presso l'Università di Cagliari, aveva presentato una tesi di laurea, che ricalcava in tutto e per tutto quella di un altro laureando di sei anni prima, avendo uguali il titolo, lo svolgimento e la bibliografia. In sostanza, la ragazza aveva fatto un lavoro di semplice copia e incolla. Il caso era poi finito al Tribunale di Cagliari, che aveva annullato il titolo di laurea alla neo-dottoressa, il luglio 2006. La Cassazione, nel confermare la decisione di Cagliari, ha voluto richiamare l'attenzione alla crescente facilità di plagiare il lavoro altrui, grazie alla diffusione di internet.

Altre informazioni su questa sentenza

La Cassazione, pur vedendosi costretta ad annullare la decisione limitatamente alla cancellazione del diploma di laurea per una inesattezza nella procedura dei giudici, ha censurato il comportamento della dottoressa. E ha ricordato che "la redazione di una tesi di laurea contenente la mera trasposizione grafica di altro elaborati di diverso autore con alcune correzioni e l'aggiunta di minimi elementi di novita', senza alcun frutto di personale elaborazione o, comunque, di valutazione critica della fonte utilizzata, configura il reato punito dalla legge 475 del 1925". Quanto alla pratica del 'copia e incolla', la Suprema Corte, censurandone l'abuso specie in casi come quello preso in esame, insiste sul fatto che se da un lato "lo sviluppo di Internet ha agevolato e velocizzato la ricerca di informazioni", dall'altro ha "favorito indirettamente anche il fenomeno del plagio, cui pure ha fatto seguito lo sviluppo di specifici strumenti per il rilevamento di contenuti duplicati".


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