Cassazione: in piscina non basta un solo bagnino. In caso di incidente c'è responsabilità penale
Avv. Roberto Cataldi |

Cassazione: in piscina non basta un solo bagnino. In caso di incidente c'è responsabilità penale

Un solo bagnino per assistere i bagnanti può non essere sufficiente per evitare la condanna penale in caso di incidente. Specie se si tratta di una piscina di grandi dimensioni. Se si verifica un incidente infatti, in assenza del secondo assistente bagnante, il gestore del centro sportivo finisce sotto processo per colpa. La decisione arriva dalla IV sezione penale (sentenza n.27367/2010) che ha convalidato una condanna ad un anno di reclusione inflitta al gestore di un centro sportivo. La piscina aveva una superficie di 615 metri quadri ed aveva un solo bagnino anziche' i due prescritti. Era accaduto che una bambina era rimasta per diversi minuti sul fondo della piscina prima di essere soccorsa da altri bagnanti ed aveva perso la vita dopo 10 giorni di ricovero in ospedale. Già in primo grado i giudici di merito avevano emesso sentenza di condanna coinvolgendo anche il bagnino che aveva consentito l'ingresso della minore nella piscina per bambini omettendone il controllo. La Corte d'Appello assolveva il bagnino confermando invece la condanna del gestore. Ricorrendo in Cassazione l'imputato ha sostenuto che la presenza di un secondo bagnino non avrebbe comunque potuto evitare la morte della bambina poiche' comunque sarebbe stato impegnato a sorvegliare un'altra parte della piscina e non si sarebbe di certo trovato ai margini della vasca per i bambini dal momento che li vi svolgeva il lavoro l'unico bagnino presente.

Altre informazioni su questa sentenza

Nel respingere il ricorso la Corte ha evidenziato che ''il fatto che un solo operatore non poteva prestare la dovuta attenzione a tutti i bagnanti per la vastita' e la irregolarita' della forma della superficie acquea rientrava nella conoscenza del gestore del centro sportivo, mentre il verificarsi di eventi quali l'annegamento e l'impossibilita' di prestare soccorso in tale situazione era nella prevedibilita' del medesimo che non aveva ottemperato alle disposizioni del decreto ministeriale''. Percio', secondo la Suprema Corte, c'e' ''chiara evidenza del nesso causale tra omissione ed evento mortale''. Quanto al concorso di responsabilita' da parte dei genitori della bambina annegata, la Cassazione rileva che non viene meno la responsabilita' del gestore che ''ha violato una precisa norma regolante la gestione delle piscine pubbliche'' impiegando un solo bagnino al posto dei due previsti.


Condividi su:
Twitter
Facebook
Linkedin

Articoli correlati

In evidenza oggi