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Il lavoratore va ascoltato anche se contro il licenziamento disciplinare ha presentato giustificazioni scritte esaustive

Il recesso del datore è illegittimo qualora il dipendente, pur avendo presentato "esaustive giustificazioni scritte", non è stato ascoltato dall'azienda alla quale ha fatto formale richiesta. Lo ha stabilito Cassazione che, con la sentenza n. 6845 del 22 marzo 2010, ha stabilito come "il datore di lavoro, il quale intenda adottare una sanzione disciplinare, non può omettere l'audizione del lavoratore incolpato ove quest'ultimo ne abbia fatto richiesta espressa contestualmente alla comunicazione, nel termine di cui all'art. 7 dello Statuto di giustificazioni scritte, anche se queste siano ampie e potenzialmente esaustive". Aggiunge, inoltre, che "la tempestiva presentazione, da parte del lavoratore incolpato, di giustificazioni scritte non "consuma" l'esercizio del diritto di difesa allorché vi sia la richiesta di audizione del lavoratore medesimo, sicché permane l'obbligo del datore di lavoro di sentire oralmente il dipendente prima di irrogare la sanzione disciplinare; obbligo questo che - va ora ulteriormente precisato - permane in ogni caso, in presenza di espressa richiesta di audizione, anche se le giustificazioni scritte apparissero già di per sé ampie ed esaustive".
(29/03/2010 - Francesca Bertinelli)
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