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Cassazione: rinvio dell'udienza per malattia del difensore? Solo se c'è il ricovero

La Terza Sezione Penale della Corte di Cassazione (Sent. n. 5496/2009) ha stabilito che è legittima l'assenza del difensore d'ufficio e pertanto è possibile ottenere il rinvio dell'udienza solo se l'assenza è giustificata da gravi patologie alle quali segue un ricovero ospedaliero. Nel caso di specie, gli Ermellini hanno precisato che “in ordine alla istanza di rinvio della udienza dibattimentale […], formulata dal difensore per essere affetto da colica renale […], legittimamente la corte […] l'ha respinta, con una motivazione incensurabile in questa sede. Infatti, dopo aver rilevato che il certificato medico prodotto dal difensore a sostegno della sua istanza, risaliva ad alcuni giorni addietro, e che l'istanza medesima non era tempestiva – come richiesto dalla costante giurisprudenza di legittimità – la corte di merito ha correttamente ritenuto che la patologia denunciata (colica renale) non poteva configurare un impedimento assoluto a comparire, sia perché, secondo il certificato medico, comportava soltanto tre giorni di riposo e non un intervento chirurgico o comunque un ricovero ospedaliero, sia perché il dolore fisico che notoriamente accompagna le coliche renali poteva essere già cessato nel giorno della udienza per effetto delle cure e del riposo”.
La Corte ha anche ritenuto legittima “la denegata concessione del termine a difeso chiesto dal difensore di ufficio nominato dopo il predetto rigetto della istanza di rinvio avanzata dal difensore di fiducia […]. Sul punto, infatti, la giurisprudenza di questa Corte ha già avuto modo di precisare che il termine a difesa previsto dall'art. 10 c.p.p. spetta soltanto nei casi di rinuncia, revoca, incompatibilità o di abbandono della difesa, e pertanto non spetta al difensore di ufficio designato in sostituzione di quello ‘non comparso' verso il quale sia stata disattesa la richiesta di rinvio della udienza”
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(16/02/2009 - Cristina Matricardi)
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